[REGIONE UMBRIA] PERUGINA: ANCHE NESTLÈ E' BRAND UMBRIA MA LA REGIONE SI DISINTERESSA DEI 300 ESUBERI – NOTA DI SQUARTA (F…

da
Advertising

Il capogruppo regionale di FDI, Marco Squarta, si chiede “quale ruolo stia giocando la Regione Umbria” nella vicenda legata ai 300 esuberi della Nestlè. Secondo Squarta la vicenda va avanti “nel disinteresse della Giunta e nell’impotenza delle organizzazioni sindacali che rischiano di uscire con le ossa rotte dal confronto con la proprietà”. 

(Acs) Perugia, 31 maggio 2017 – Il capogruppo regionale di FDI, Marco Squarta, si chiede “quale ruolo stia giocando la Regione Umbria nella vicenda legata agli esuberi della Nestlè. La politica – spiega – sembra disinteressarsi del futuro di 300 lavoratori, quando invece l’accordo avrebbe dovuto evitare ulteriori ridimensionamenti occupazionali nei laboratori di San Sisto. La vicenda va avanti nel disinteresse della Giunta e nell’impotenza delle organizzazioni sindacali che rischiano di uscire con le ossa rotte dal confronto con la proprietà”. 

“Abbiamo sentito parole incoraggianti su un piano industriale che avrebbe dovuto rilanciare la Perugina – aggiunge il capogruppo FDI – -, azienda leader nella nostra regione anche a livello di immagine: quel famoso ‘brand Umbria’ per il quale oggi vengono investiti milioni pubblici per il rilancio dopo il terremoto. Quando, però, si tratta di salvare 300 dipendenti e storiche produzioni di dolciumi la Giunta regionale non muove un dito, troppo impegnata ad acquistare spazi tv, pagine di giornali nazionali e poster alle stazioni dei treni per la promozione di discutibili campagne che dovrebbero attrarre turisti ma non ci riescono”.

“La fiction su Luisa Spagnoli andata in onda sulla Rai – conclude Squarta – aveva restituito l’orgoglio ad ogni perugino. Evidentemente, anziché impegnarsi per sostenere l’economia e centinaia di famiglie in difficoltà, chi governa la Regione preferisce rimpiangere la storia umana e imprenditoriale di chi ha reso grande l’industria nella nostra regione. Senza fare niente, però, per mantenere la prima azienda dell’Umbria”. RED/tb

 

Fonte: Regione Umbria

Advertising