[REGIONE UMBRIA] TERZA COMMISSIONE: APPROVATA LA RELAZIONE SULL'UTILIZZO A SCOPO TERAPEUTICO DI FARMACI CANNABINOIDI

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(Acs) Perugia, 22 giugno 2017 – Al termine di una ulteriore audizione sull’utilizzo per uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi, la Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha approvato la Relazione sulla clausola valutativa della legge “7/2014” (“Disposizioni per la somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi”), confluita nel Testo unico in materia di sanità. Hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza (Solinas, Casciari, Smacchi e Rometti), mentre si sono astenuti i consiglieri di opposizione (De Vincenzi, Squarta e Carbonari).

La Relazione ha evidenziato che dal 2016 a oggi la cannabis a scopo terapeutico è stata somministrata in Umbria a 37 pazienti (27 per terapia del dolore, 5 per sindrome spastico-distonica, 3 per cure palliative, 1 per epilessia farmaco resistente e 1 per emesi da chemioterapia), per una spesa complessiva di 15mila 642 euro. Difficoltà si sono segnalate nell’importazione dall’Olanda del prodotto (in Italia viene prodotta solo dall’anno scorso, dall’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze) a causa delle procedure autorizzative e per la crescente richiesta.

Hanno preso parte all’audizione sul tema: SONIA FATIGONI, dirigente struttura complessa di oncologia dell’ospedale di Terni, RITA COMMISSARI, dirigente struttura complessa anestesia e rianimazione dell’ospedale di Terni, STEFANO STRAPPAGHETTI, dirigente medico della medicina del dolore dell’ospedale di Perugia, MARIA MARMO, responsabile Farmaservice centro Italia, in rappresentanza di Federfarma, MARIANGELA ROSSI, della Sezione assistenza farmaceutica della Regione Umbria e i due esponenti del Partito radicale, ANDREA MAORI e MICHELE GUAITINI, che avevano inoltrato specifica richiesta al presidente Solinas.

È emerso che ci sono ancora pochi dati per affermare che la cannabis abbia un uso medico importante rispetto ad altri farmaci e la sua applicazione debba essere valutata caso per caso. Ad esempio produce buoni risultati in caso di aids o di demenza, ma non nel campo oncologico, dove l’unico farmaco che ha dimostrato chiari benefici è il cortisone, con qualche eccezione: si sono avuti buoni risultati con la cannabis su due pazienti affetti da  bioblastoma, un tumore cerebrale molto aggressivo. L’esigua casistica della somministrazione di farmaci cannabinoidi non consente considerazioni statistiche particolarmente apprezzabili. È stato altresì riconosciuto da tutti gli intervenuti che l’utilizzo della cannabis rappresenta indubbiamente un’arma in più per la cura di alcune patologie e sarebbe comunque utile insistere, così come promuovere la formazione dei medici a valutare il problema del dolore dei pazienti e trattarlo con tutti i mezzi disponibili. Per i radicali, la Regione dovrebbe fare maggiori sforzi per superare lo stato di empasse in cui si trova l’applicazione di questa legge e fare una adeguata campagna informativa sul tema. PG/

Fonte: Regione Umbria