MODENA – SANT’AGOSTINO, L’AULA CHIEDE AUDIZIONI DI SOGGETTI TERZI

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Introdurre nel programma di lavoro, da adottare fin dal primo incontro, “una o più sedute di audizione dei soggetti interessati a portare il proprio contributo, definendo tempi e modi di presentazione delle domande di partecipazione e le regole di svolgimento, nonché di dare ampia pubblicità a tale auspicabile decisione”.

Lo chiede il Consiglio comunale al sindaco di Modena e ai componenti della Conferenza preliminare per l’Accordo di programma relativo alla riqualificazione urbana del complesso dell’ex ospedale Sant’Agostino, convocata per il prossimo 5 luglio. Nella seduta di lunedì 26 giugno, l’Aula ha infatti approvato all’unanimità un ordine del giorno di Pd e Art.1 – Mdp, illustrato da Grazia Baracchi (Pd) ed emendato con voto unanime su iniziativa di M5s e FI, che raccomanda di dare piena attuazione alle procedure di partecipazione previste dalle normative.

Respinto, invece, l’ordine del giorno del M5s illustrato da Elisabetta Scardozzi che chiedeva di “accogliere le richieste di partecipare alla Conferenza di Servizi per il Polo ex Sant’Agostino-Estense presentate dalle associazioni Italia Nostra e Amici del Sant’Agostino, nelle modalità previste dalla legge vigente”. Si sono espressi a favore M5s, FI, Idea Popolo e Libertà, contro Pd, Art.1 – Mdp, e Per me Modena, astenuto CambiaModena.

Sul tema è intervenuto Marco Chincarini (Per me Modena) che ha evidenziato di aver già chiesto “sei mesi fa in un ordine del giorno di aggiungere la possibilità di avvalersi dei pareri di una commissione consultiva convocata ad hoc con esperti a vario titolo. Allora la mia proposta non è piaciuta – ha aggiunto – quindi presentai un secondo emendamento votato all’unanimità per avvalersi delle competenze interne ed esterne degli istituti coinvolti. Prendo atto – ha concluso – che evidentemente qualcosa sta andando storto e c’è bisogno di un nuovo ordine del giorno”.

Francesco Rocco di Art.1 – Mdp ha evidenziato che “bisogna stare attenti quando si introduce il concetto di partecipazione rispetto a organi: noi siamo per la partecipazione – ha chiarito – ma un conto è ascoltare tutti e un conto è assumersi le responsabilità. Le associazioni interessate possono partecipare alle audizioni, ma non possono decidere; possono e debbono concorrere se titolati e riconosciuti – ha aggiunto – ma ci sono dei punti fermi”.

Per il Pd, Fabio Poggi ha spiegato che “quello che noi proponiamo è più di una commissione ad hoc e non neghiamo che derivi anche dalla sollecitazione promossa dall’odg del M5s, ma vuole andare oltre. La mozione del M5s propone che Italia nostra e Amici del Sant’Agostino abbiano un ruolo alla pari nella conferenza; noi diciamo sì alla massima partecipazione anche dentro la conferenza dei servizi – ha precisato – ma rispettando regole e ruoli propri della conferenza, il cui regolamento dice cose molto specifiche sui soggetti abilitati a partecipare. Questo non preclude la possibilità di invitare in audizione altri soggetti”. Grazia Baracchi ha espresso disponibilità ad accogliere l’emendamento proposto all’odg di Pd e Art.1 – Mdp: “Lo spirito del nostro odg è quello di chiedere che vengano ascoltati tutti i soggetti portatori d’interesse diffuso che vogliono prendere parte al percorso – ha affermato – quindi che si continui con il percorso di condivisione che c’è stato finora anche all’interno della conferenza dei servizi. Vogliamo un percorso più trasparente ed equo possibile, per questo non abbiamo citato una associazione rispetto a un’altra: tutti coloro che saranno interessati devono poter presentare domanda e sarà la conferenza a valutare le modalità. L’odg del M5s non è condivisibile – ha concluso – perché si limita a voler far partecipare solo due associazioni, il nostro è più estensivo”.

Mario Bussetti del M5s ha sottolineato di aver “deciso di mantenere comunque il nostro odg perché ha anche un significato politico. Queste associazioni hanno avuto un ruolo molto importante nel tempo, anche per dare oggi un taglio migliore al progetto rispetto al passato, soprattutto Italia Nostra, e tale contributo importante va riconosciuto. Non si può dire – ha aggiunto – che accogliere la loro richiesta di intervento oggi significhi tagli fuori gli altri. Ci dispiace della posizione della maggioranza che sembra espressione di una certa allergia alla partecipazione”.

Sul tema è intervenuta anche l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, che ha posto il tema “della trasparenza e della par condicio. Tutti i soggetti che hanno interloquito con l’Amministrazione – ha precisato – anche quelli che hanno lavorato in modo meno pubblico, senza comparire sulla stampa, hanno prodotto una trasformazione del progetto. Prevedere che le associazioni siano automaticamente da iscrivere nella convocazione o audizione della conferenza dei servizi – ha precisato – senza garantire una modalità trasparente pubblica di partecipazione, non è opportuno. Deve essere la conferenza dei servizi, che è l’organo tecnico, a definire i termini e le modalità in cui è possibile interloquire nella conferenza stessa, e deve raccogliere tutti i contributi possibili in modo trasparente per arrivare a concludere l’accordo”. Vandelli ha infine sottolineato che “il progetto c’è ed è stato prodotto anche grazie a una fase lunga di partecipazione che si è svolta dentro e fuori dal Consiglio comunale. Oggi – ha concluso – si tratta di tirare in porta: definire chi fa cosa perché il progetto prenda finalmente l’avvio”.

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