PORCARI Lucca e la sua provincia roccaforti Pd in una regione sempre meno rossa

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LUCCA – Le Mura restano solide. Quello che si è incrinato in questo ballottaggio, che riconferma Alessandro Tambellini a Palazzo Orsetti per altri 5 anni, è la tradizione, politica, che vuole Lucca mosca bianca in una Regione come la Toscana da sempre appannaggio della sinistra. Crollano Carrara e la certezza atavica Pistoia: i carrarini sotto i colpi del movimento 5 stelle dato per spacciato troppo presto, mentre la sinistra pistoiese – allo scontro elettorale completamente divisa – sferzata da un resuscitato centrodestra. Diventa allora baluardo del Pd la città dall’arborato cerchio, e tutta la sua provincia.

 

Sì perchè il trait d’union – rosso s’intende – che lega i comuni più prossimi a Lucca e gli altri, quelli di maggiore rilevanza numerica, è la loro appartenenza al centro sinistra e al partito democratico con l’ala renziana, quella che fa capo al senatore Andrea Marcucci, alla plancia di comando. Usciti dalle Mura infatti, ci s’imbatte in Capannori, dove la dinastia iniziata con Del Ghingaro, passato alla guida di Viareggio, prosegue con Luca Menesini, fidato scudiero nonché attuale presidente della Provincia. A Porcari dopo l’uscita obbligata di Alberto Baccini, primo cittadino per 2 mandati consecutivi, un plebiscito ha accolto la vittoria di Leonardo Fornaciari, suo ex vice sindaco. C’è poi l’exploit di Sara D’Ambrosio sulla via per Altopascio, riuscita alle comunali dell’anno passato nell’intento di scalzare Maurizio Marchetti, vero dominus della città del Tau, con il suo delfino, Francesco Fagni.

 

Ad interrompere temporaneamente l’egemonia della sinistra nella Piana resta Vittorio Fantozzi in quel di Montecarlo, che oltre ai meriti interni, deve anche aggiungere una mancanza reale di opposizione.
Se poi rivolgiamo uno sguardo alla Media Valle, lo scenario cambia ben poco: a Borgo a Mozzano i suoi 8 mila abitanti hanno premiato Patrizio Andreuccetti, sindaco dal 2014 con una lista civica ma segretario territoriale del Pd e primo portabandiera del renzismo in lucchesia.

 

Pescaglia, poco sopra i 3 mila residenti, è guidata da Simone Bonfanti vicino al partito democratico, così come Barga, più di 10 mila, con Marco Bonini. Stesso discorso per Simone Amadei, dal 2010 sindaco dei 5200 abitanti di Coreglia Antelminelli.

 

Paolo Michelini poi, fresco di investitura a sindaco di Bagni di Lucca (oltre 6 mila abitanti), ha avuto durante tutta la sua campagna elettorale l’appoggio diretto di Marcucci. Ancora più in su c’è Andrea Tagliasacchi, sindaco di Castelnuovo, realtà strategica in Garfagnana coi suoi oltre 6000 cittadini, presidente della Provincia coi Ds dal 1997 al 2006, sconfitto da Favilla alle comunali a Lucca del 2007.

 

Un lavoro capillare sul territorio provinciale lucchese quello del Pd, che gli ha permesso di ottenere risultati eccellenti nelle sfide in cui era chiamato a combattere. A questo va aggiunto la scommessa vinta a Lucca per ben due volte consecutive, città che alle comunali, quando il centro destra si è presentato unito e compatto – come stavolta con Remo Santini – ha sempre fatto registrare la sconfitta della sinistra (le due occasioni in cui i moderati si ritrovarono divisi videro l’elezione di Lazzarini nel 1994 e il primo mandato proprio dell’attuale sindaco nel 2012).

 

Tambellini si (ri)prende quindi la città, forte però soltanto di 361 voti in più del contendente, con la consapevolezza che la Lucca che dovrà governare è anche quella che risponde ad un 55% che alle urne ha preferito non recarsi. Dopo un primo mandato in cui l’amministrazione Pd è riuscita nel difficile compito di sanare il bilancio, adesso le sfide che aspettano Alessandro Tambellini e la sua squadra sono parecchie: urge trovare una soluzione al sistema di accoglienza che vede punto nevralgico, e per certi versi critico, la tensostruttura alle Tagliate, inoltre va posto un freno alla lenta, e costante, emorragia di residenti in centro storico.

 

Serve poi risolvere alcuni nodi cruciali legati alla viabilità intorno alle Mura, più sostenibile, ed è necessario coinvolgere di più le periferie, le frazioni, i paesi – lo dicono gli elettori, che non hanno premiato con il voto il sindaco – rimasti un po’ troppo isolati dal progetto di sviluppo riservato alla città.

Fonte: Lo Schermo

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