[REGIONE UMBRIA] LAVORI D'AULA (2): APPROVATA LA NUOVA LEGISLAZIONE TURISTICA REGIONALE – GLI INTERVENTI E I CONTENUTI DEL…

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(Acs) Perugia, 27 giugno 2017 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza (12 sì di Pd, Ser e SeR; 2 no della Lega Nord; 6 astensioni di FI, FDI, M5S, Rp) la nuova legislazione turistica regionale predisposta dalla Giunta di Palazzo Donini. La nuova legge introduce il Documento triennale di indirizzo strategico, il Comitato regionale per le politiche di supporto al turismo ed alla promozione integrata e la Film commission a sostegno della promozione dell’Umbria attraverso la realizzazione di produzioni cinematografiche e audiovisive nazionali e internazionali. Previsto uno specifico capo dedicato alla promozione e valorizzazione dei “Cammini e degli itinerari turistico-culturali”. Si interviene sull’attività di affittacamere, che si potrà svolgere anche in stabili diversi purché ubicati nello stesso territorio comunale. Modificata infine la disciplina delle case religiose di ospitalità con l’eliminazione del vincolo per cui l’ospitalità in questione doveva avere una durata non inferiore a due giorni. Nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Ricci (RP), Mancini (LN), Solinas (Misto-MdP), Rometti (SeR), Guasticchi (PD), Chiacchieroni (PD), e l’assessore al turismo Paparelli.

EMENDAMENTI Approvato con 16 sì (PD, Misto-Mdp, FdI, FI, Fiorini-LN, Ricci-RP) un emendamento aggiuntivo di Chiacchieroni (PD), Rometti (SeR), Ricci (RP) che prevede l’introduzione della forma della “ospitalità diffusa” nei centri storici. Forme cioè aggregate tra strutture ricettive e esercizi di somministrazione di cibo e bevande. Tali soggetti potranno associarsi nelle forme previste dalla normativa vigente. I centri storici in cui sarà possibile esercitare tale forma di attività saranno stabiliti da appositi atti di Giunta.

Approvato all’unanimità un emendamento di Chiacchieroni che riguarda le aree del cratere (eventi sismici 2016), e prevede che si porti a 90 giorni, dai 60 previsti inizialmente, la durata del periodo in cui le attività di ristorazione e ricettive, interessate dalla temporanea delocalizzazione post sisma, potranno utilizzare una struttura transitoria comune in cui espletare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Questa norma riguarda in particolare l’area di Castelluccio di Norcia.

Non approvati 7 emendamenti soppressivi di Raffaele Nevi (FI) riguardanti le strutture extralberghiere, nello specifico la gestione di Case appartamenti e vacanze, Affittacamere, Bed & breakfast, Residenze d’epoca. Con questi emendamenti si proponeva la cancellazione dei commi dell’articolato in cui si specificava la possibilità di gestione imprenditoriale e non imprenditoriale delle strutture al fine di evitare “il prodursi di situazioni di concorrenza asimmetrica tra realtà imprenditoriali e non” e per evitare che si possa incorrere “nell’errore di realizzare attività considerate non imprenditoriali, incappando nelle possibili conseguenze dell’attività ispettiva della GdF”.

Altri due emendamenti sostitutivi sempre di Nevi sono stati respinti dall’Aula. Miravano entrambi disciplinare in maniera più rigida la normativa degli esercizi di affittacamere “in considerazione del fatto che in Umbria si registra una eccedenza dell’offerta di posti letto”. Con il primo si specificava che “sono esercizi di affittacamere le strutture che nello stesso stabile hanno non più di sei camere per un totale di dodici posti letto e con l’obbligo della presenza del titolare. Con l’altro di identica motivazione si poneva un limite massimo di tre camere per otto posti letto nei bed & breakfast.

PRIMA DEL VOTO SONO INTERVENUTI: CLAUDIO RICCI (RP): “UNIRE PROMOZIONE SUI SOCIAL E ATTENZIONE AL TURISMO BASATO SULL’ESPERIENZA – Si tratta di uno degli atti qualificanti dell’intera legislatura, che dovrà essere dotato di risorse e contenuti. Va riconosciuto il ruolo del turismo nell’economia, anche se non può risolvere tutti i problemi. La legge arriva in un momento difficile per il turismo umbro, colpito dagli effetti indiretti del sisma. Ed interviene in ambiti importanti, come l’unitarietà della strategia regionale e l’ampia delega ai Comuni per la configurazione del prodotto turistico. Oggi nel turismo si vende su misura in tempo reale. Purtroppo in Umbria ancora non ci sono adeguati strumenti per offrire ciò che si chiede. Con azioni tecnologiche potremmo guadagnare un +20 per cento nel fatturato complessivo. Per questo la formazione è fondamentale, una formazione diffusa per implementare il senso di accoglienza. Per capire cosa vogliono i turisti serve l’analisi dei dati. Nel Piano triennale dobbiamo pensare ai nuovi contenuti da mettere online. Il testo unico compie un passo importante, bilanciando adeguatamente il comparto alberghiero e quello extra e della ricettività minore, tanto importante per i centri storici dei borghi. Spesso gli aeroporti regionali, grazie ad accordi con le compagnie a basso costo, riescono ad attrarre importanti flussi turistici. Nei prossimi 10/15 anni saremo impegnati nella ricostruzione: l’Umbria dovrà arginare le complessità della negativa comunicazione sugli effetti del sisma, facendo attenzione al ruolo dei social network e al ruolo dei tour operator. In Valnerina si dovrà rimettere in piedi un sistema ricettivo che possa supportare il turismo, senza dimenticare il restauro di San Benedetto, puntando su attrattori immateriali basati sull’esperienza”.

VALERIO MANCINI (LEGA NORD): “BISOGNA CAPIRE LA POTENZA ECONOMICA DEL TURISMO, analizzando le vere cifre: quasi 11miliardi euro di Pil nel centro Italia provengono da questo settore. Ma rispetto alle altre regioni del Centro all’Umbria spetta molto poco, meno di 300milioni. Lazio e Toscana invece incamerano una parte enorme di questi introiti. La nostra regione deve recuperare spazio e quote di questo imponente flusso finanziario. L’Umbria ha invece perso il 38 per cento degli arrivi e non solo per colpa del terremoto. Ci vuole un approccio industriale al turismo. La pessima gestione di questi anni da parte della Regione ci ha portato un aeroporto che non funziona (nonostante la statua di S.Francesco che è stata inaugurata pochi giorni fa) e che perde utenti a causa della gestione e della mancanza di risorse certe e pluriennali. In Umbria il 63 per cento dei turisti sono italiani e il 37 sono stranieri, perché la politica regionale dei trasporti ci penalizza e ci isola. Un corretto funzionamento dell’aeroporto potrebbe far salire il Pil regionale del 5 per cento. Questo mentre i collegamenti ferroviari sono poco sviluppati e in parte a binario singolo. Non possiamo vedere le strade invase dai bus quando abbiamo un aeroporto che permette di atterrare in una delle città più belle del mondo. Serve la capacità di fare autocritica sulle scelte sbagliate compiute fino ad ora. Noi vogliamo porci in modo non ideologico per collaborare per il rilancio turistico dell’Umbria. I Comuni devono vigilare, con la Polizia municipale, e controllare chi accede nelle nostre città. Non c’è invece necessità di perseguire chi, magari per effetto della crisi economica, svolge una piccola attività di ricezione turistica”.

ATTILIO SOLINAS (MISTO–MDP): “TURISMO AMBITO FONDAMENTALE, NECESSARIO RECUPERARE IL DANNO PRODOTTO DAL SISMA – Dobbiamo ragionare sulla promozione dei nostri territori, coinvolgendo il sistema Italia e sfruttando i nuovi media. Ci sono aree geografiche come la Cina dove i nostri borghi e le nostre città sono quasi sconosciute. Le infrastrutture sono fondamentali e bisogna puntare a fare sempre meglio. La ricettività extra alberghiera è cruciale per il sistema umbro e non può essere escluso o penalizzato, anche perché può rappresentare una integrazione al reddito per le famiglie”.

SILVANO ROMETTI(SER): “CONVINTA ADESIONE E VOTO FAVOREVOLE ALLA LEGGE. Il testo unico fa un’ottima operazione cercando di tarare l’Umbria nella sua dimensione turistica, valorizzando al meglio le nostre potenzialità. La Regione ha fatto e sta facendo molto per valorizzare le nostre risorse e metterle a leva. L’Umbria punta da anni sul turismo e ha speso risorse comunitarie per potenziare gli attrattori ambientali, culturali e paesaggistici. Però è necessario dimensionare il ruolo del turismo in questa regione: il turismo in Umbria rappresenta il 4 per cento del pil. Non è che riusciamo a risolvere tutti i nostri problemi economici con il turismo. Comunque rimane un problema sul quale dobbiamo lavorare per migliorare il più possibile”.

MARCO VINICIO GUASTICCHI (PD): “VOTO FAVOREVOLE A PASSAGGIO IMPORTANTE PER PROMUOVERE IL TURISMO IN UMBRIA . Era ora che la Regione varasse una legge così ben definita. Però questo testo deve essere la base di partenza per coinvolgere e convincere gli operatori del turismo umbro affinché il nostro enorme tesoro possa diventare un qualcosa di fruibile al cento per cento, con una offerta molto più alta rispetto a quella attuale. Spesso parlando di turismo in Umbria si enfatizza qualcosa che in realtà non esiste. Dobbiamo valutare bene i dati di permanenza dei turisti nella nostra regione. Penso al caso Assisi, dove annualmente arrivano 5milioni di turisti con una permanenza media di 3 ore; oppure all’isola Maggiore con 200mila persone l’anno con una permanenza minima. L’Umbria diventa regione di passaggio. Il problema non è solo di promozione mirata, ma serve convincere gli operatori a lavorare insieme, a muoversi in rete”.

GIANFRANCO CHIACCHIERONI (PD): “STIAMO VIVENDO UN’ESPERIENZA UNICA PERCHÉ SIAMO COSTRETTI A REINVENTARE IL TURISMO DOPO IL TERREMOTO. E questa rilettura della legge sul turismo ci permette di cogliere questa questione centrale. Non dimentichiamo che il 24 agosto a Norcia c’erano 20mila turisti. Gestendo la crisi sismica ci stiamo facendo un’esperienza importante. Il turismo è un’attività fondamentale che oggi va ricostruita. Ed è più difficile farlo rispetto alle altre. Dobbiamo ricreare il turismo, un’attività economica di valorizzazione e di presidio del territorio. Ci troviamo a votare ed applicare questa legislazione dentro una situazione inedita. Questo testo è uno strumento che non finisce oggi: da qui in avanti sarà il quadro all’interno del quale lavorare per la ricostruzione, per continuare a seguire la popolazione nel processo di ricostruzione. Un momento per reinventare la proposta complessiva turistica regionale. Per questo abbiamo presentato due emendamenti all’articolo 57 per portare le strutture provvisorie sulla Piana di Castelluccio da 60 a 90 giorni, così da poterle utilizzarle tutto settembre. E l’altro per l’inserimento del concetto dell’ospitalità diffusa”.

FABIO PAPARELLI (assessore regionale): “GRAZIE AD AZIONI DI COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE QUALCHE EFFETTO POSITIVO SUL TURISMO SI COMINCIA A VEDERE – Noto un eccesso di critica da parte delle opposizioni, in particolare dai consiglieri Mancini (Ln) e Liberati (M5S), senza alcuna proposta. C’è sempre stata la nostra disponibilità, in un anno di Commissione, di accogliere proposte emendative. Per quanto attiene l’abusivismo, con questo testo si migliora la capacità di far emergere e combattere il sommerso. Seguendo la linea della Regione Lombardia e su consiglio dello stesso Ministero vengono riportate tutte le tipologie di alloggi turistici all’interno della ricettività turistica, in modo tale che diventa obbligatoria la comunicazione, prevedendo anche importanti sanzioni. Nel fare il punto sul turismo in Umbria, ricordo che un anno fa registravamo un piccolo record: nel primo semestre 2016 una crescita di oltre il 6 per cento per gli arrivi e di quasi il 6 per cento per quanto riguarda le presenze. Con alcune aree che sfioravano una crescita di oltre il 30. In un clima positivo di unità di intenti tra pubblico e privato abbiamo speso molto in promozione. Sono stati ridefiniti i prodotti turistici: la promo-commercializzazione, la riqualificazione dell’offerta ricettiva. Poi è arrivato il terremoto impattando pesantemente sul territorio. Il primo tour operator turistico è la rete. Oggi non è più l’offerta che guida il mercato turistico, ma la domanda. Dalla standardizzazione si è passati alla diversificazione. Contestualmente è cambiata la comunicazione che è passata dalla narrazione alla relazione. In particolare, con la diffusione di internet, dei social, il linguaggio è mutato. Il secondo argomento di cui si parla sui social sono i viaggi. Secondo studi recenti, il 78 per cento degli italiani prenota la vacanza attraverso la rete. Questo mix di variabili condiziona la sorte di una destinazione e di un prodotto turistico. E noi lo abbiamo purtroppo sperimentato dopo gli eventi sismici di agosto ed ottobre 2016. Questo perché ha generato indubbiamente un allarmismo ingiustificato di cui tutta l’Umbria sta ancora risentendo in termini di contrazione dei flussi turistici, ma anche a causa di una informazione troppo spesso approssimativa. Su questo versante abbiamo fatto il massimo, con azioni di comunicazione multimediale. Nonostante le difficoltà qualche effetto si comincia a produrre. Secondo gli ultimi dati, siamo passati da meno 50 del periodo invernale ad un meno 30 della primavera. Soprattutto nei primi quattro mesi di quest’anno abbiamo registrato un meno 24 per cento di arrivi e meno 13,34 di presenze. Il dato di aprile parla di un ulteriore miglioramento con meno 11,96 di arrivi e meno 2,79 di presenze (Dati Osservatorio regionale turistico). Il margine da recuperare è soprattutto quello relativo al mercato nazionale. Oltre a questa azione di promozione, massiccia ed importante, messa in atto insieme alla rete dei consorzi turistici, abbiamo cercato di dare risposte concrete anche sulla domanda di innovazione degli strumenti di commercializzazione turistica digitale. Reputo un successo la trasformazione del portale Umbriatourism.it della Regione introducendo una modalità propria di presentarsi ai visitatori e soprattutto dando la possibilità gratuita a qualunque dei nostri 4mila operatori di poter, attraverso il sito ella Regione, arrivare alla prenotazione delle strutture ricettive. Sono già 780 le richieste di iscrizione. Entro la fine dell’anno, attraverso l’emanazione di un avviso pubblico si punterà ad incentivare il sistema di commercio. Abbiamo però voluto dare una svolta anche al livello dell’accoglienza: si è concluso da qualche settimana un avviso pubblico rivolto a reti di imprese (Bando charme) riservato alle strutture che intendono fare investimenti per qualificare la propria ricettività. Hanno aderito due reti di imprese per un totale di 32 imprese, con investimenti previsti per quasi 20milioni di euro. Stiamo dunque lavorando ad una riprogrammazione finanziaria delle risorse Por-Fesr che consenta di finanziare tutte le reti. Nei prossimi mesi saranno emanati due ulteriori avvisi: per riqualificare dal punto di vista dell’offerta alle famiglie le nostre strutture ricettive; per qualificare le strutture ricettive sul versante del wedding (cerimonie). Prosegue intanto l’attività di promo commercializzazione in Italia e all’estero insieme alla rete dei consorzi riuniti. Abbiamo lavorato a due importanti misure che riguardano gli ammortizzatori sociali. Già dal mese di settembre abbiamo attivato gli ammortizzatori sociali in deroga per fronteggiare gli effetti degli eventi sismici sull’occupazione nelle imprese turistiche. Nello specifico 231 imprese e 1230 lavoratori hanno beneficiato della cassa in deroga per un importo di oltre 10 milioni di euro, di queste, al di fuori dei Comuni del cratere sono 130 le imprese con 698 dipendenti che hanno fruito della cassa in deroga. Sul danno indiretto in questi giorni è stato rimesso un documento ai vice commissari con il quale abbiamo trovato un’intesa con le altre Regioni sul contributo da riconoscere pari ad una riduzione del fatturato subita. Un contributo che non potrà essere superiore ai costi di produzione che le imprese hanno sostenuto nel periodo di riferimento. È stata fissata una riserva delle risorse assegnate a favore delle imprese ubicate nei comuni maggiormente danneggiati. Si è stabilito di applicare a favore delle imprese che hanno subito la sospensione dell’attività produttiva per inagibilità delle proprie strutture che consente di indennizzare la perdita di reddito secondo parametri stabiliti dall’Unione europea. Abbiamo poi dato la possibilità ai vice commissari di individuare apposite riserve settoriali o territoriali al di fuori del cratere”.

SCHEDA ATTO – Con il ddl si ridefinisce complessivamente la gestione del turismo e si ridisegna la governance. Si RAFFORZA IL RUOLO DI PROGRAMMAZIONE, COORDINAMENTO E CONTROLLO DELLA REGIONE, in un quadro di efficacia ed efficienza. Per ciò che riguarda il quadro finanziario non si introducono modificazioni di rilievo rispetto alla normativa vigente, ma si procederà con uno SNELLIMENTO DEGLI INTERVENTI FINANZIABILI. Oltre al rafforzamento del ruolo della Regione le novità più rilevanti inserite nel testo riguardano il superamento del Piano annuale delle attività di promozione anche perché occorre avere un orizzonte pluriennale di programmazione. Viene così previsto il MASTERPLAN TRIENNALE DELLE ATTIVITA’ DI PROMOZIONE TURISTICA E INTEGRATA quale strumento fondamentale della pianificazione e programmazione regionale, definendo gli obiettivi strategici ed operativi. E questo strumento darà conto delle attività e delle relative risorse che possono essere assegnate a Sviluppumbria. Viene ELIMINATO IL COMITATO DI COORDINAMENTO, sostituito da uno “strumento” più snello funzionale all’elaborazione del Masterplan. Eliminati anche l’Osservatorio regionale sul turismo e la Commissione per la promozione della qualità; le attività di studi e ricerche sulla domanda e sull’offerta turistica sono ricondotte in capo alla Regione. Ricondotte in capo alla Regione anche una parte delle FUNZIONI DI VIGILANZA E CONTROLLO (c.d. ABUSIVISMO) e potranno essere esercitate mediante convenzioni con enti locali singoli o associati, o con atri soggetti pubblici. Per quanto riguarda queste funzioni l’eventuale gettito derivante dalle sanzioni irrogate dalla Regione sarà destinato anche al finanziamento di interventi di promozione. Torneranno in capo alla Regione le funzioni relative a classificazione, riclassificazione quinquennale delle strutture ricettive, raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati statistici sul turismo, attribuite dalla normativa vigente alle Unioni dei Comuni. Prevista nella normativa in discussione la costituzione di una fondazione di partecipazione legata all’attività di FILM COMMISION la cui gestione è comunque subordinata all’individuazione di soggetti pubblici/privati che partecipano alla stessa. Sarà poi istituzionalizzata e regolamentata la BANCA DATI REGIONALE RICOGNITIVA DELLE STRUTTURE RICETTIVE. Nel corso della discussione in Seconda Commissione è stato inserito un Capo dedicato ai ‘Cammini ed itinerari turistico–culturali’ in cui si prevede anche l’istituzione di un Catasto dei Cammini. I SERVIZI DI INFORMAZIONE E ACCOGLIENZA TURISTICA espletati dai Comuni, in forma obbligatoriamente associata, saranno disciplinati e istituzionalizzati, prevedendo che possano essere svolti anche da altri soggetti pubblici o da privati, ivi comprese agenzie di viaggio e pro loco. Nella formula COUNTRY HOUSE, sarà eliminato l’obbligo del servizio di ristorazione riservato ai soli alloggiati; nelle CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE, sarà possibile esercitare tale attività anche in forma non imprenditoriale, in appartamenti posti nello stesso stabile o in stabili diversi ubicati nello stesso territorio comunale; per ciò che riguarda gli AFFITTACAMERE, anche su sollecitazione di numerosi Comuni, viene eliminato il requisito della residenza del titolare dell’attività che sarà possibile esercitare anche in forma imprenditoriale, ma tale attività non potrà più essere esercitata in appartamenti, tipologia ricondotta in Case e appartamenti per vacanze. Per i BED AND BREAKFAST, si amplia la capacità ricettiva per l’attività svolta, a carattere imprenditoriale, all’interno dell’abitazione ove il titolare ha la residenza e dimora abitualmente. Introdotta, in norma transitoria, una deroga per gli impianti natatori già in esercizio, in analogia con quanto già disposto per gli agriturismo. Introdotti infine gli ALLOGGI LOCATI PER FINALITA’ TURISTICHE, che non saranno strutture ricettive ma, a tutela del consumatore, si prevede che sia data comunicazione in Comune di tali attività, e in caso di inadempienza si prevede una sanzione. AS/MP/DMB/TB

Fonte: Regione Umbria

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