[REGIONE UMBRIA] LAVORI D'AULA (6): ISTITUITA ALL'UNANIMITÀ LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SULLA “GESTIONE DELLE IMP…

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(Acs) Perugia, 27 giugno 2017 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulla gestione delle imprese della mobilità pubblica partecipate dalla Regione Umbria, avente lo scopo di individuare le cause dell’attuale crisi finanziaria di Umbria mobilità e di altre imprese del settore operanti nella regione. La Commissione sarà costituita da cinque consiglieri regionali e terminerà i propri lavori entro dicembre 2017.

É stata Maria Grazia Carbonari (M5s) a spiegare in Aula le ragioni che hanno portato l’opposizione a chiederne l’istituzione: “Visto l’indebitamento e le tante criticità riscontrate negli anni dall’azienda Umbria mobilità, a cominciare dai fondi erogati dalla Regione e non restituiti, ricordando anche la parifica della Corte dei Conti, tenuto conto anche della particolare situazione di manutenzione della linea ferroviaria coi fondi che sono stati utilizzati per altro, la volontà della minoranza è capire se la situazione dipende dalla crisi del settore dei trasporti oppure ci sono altri motivi”.

La presidente dell’Assemblea, Donatella Porzi, ha ricordato che stanti le discrasie evidenziate tra Regolamento interno dell’Assemblea e Statuto della Regione Umbria, che comunque prevale, è stato richiesto un parere tecnico agli uffici e sarebbe stato necessario prenderne atto prima di decidere. 

Il presidente della Seconda commissione Eros Brega (PD) ha invece fatto presente che “lunedì prossimo è programmata un’audizione proprio con i vertici di Umbria mobilità, ritenendo quindi non opportuno costituire la Commissione d’inchiesta prima ancora dell’audizione, per una questione di rispetto istituzionale, ed ha infine annunciato che, vista la volontà di istituirla subito, l’audizione non si farà più”. Anche il consigliere Silvano Rometti (SER) ha rilevato che “il buon senso avrebbe sconsigliato la fretta, anche perché questo tipo di commissione esiste solo in altre due regioni”. Per il consigliere Giacomo Leonelli (PD) “l’opposizione aveva solo voglia di far uscire sui giornali la notizia che la maggioranza si oppone all’istituzione della commissione d’inchiesta, come già accaduto per la vicenda Gesenu”. Il capogruppo del PD, Gianfranco Chiacchieroni, ha ricordato come “già nel lavoro della Seconda commissione e in quello del Comitato di monitoraggio, presieduto dall’opposizione, le tematiche sono state affrontate con profitto”, mentre il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, ha fatto notare che quella che “si è voluto istituire, al netto di Commissioni permanenti, Comitato di monitoraggio, Commissione statuto e Commissioni d’inchiesta, porta a 8 il numero degli organismi che si devono riunire, con soli 17 consiglieri a portare avanti tutto: poi non venitemi a parlare di costi della politica”.

Per l’opposizione, Marco Squarta (FDI) ha detto che è “inaccettabile avere pareri che non dicono mai nulla. Gli uffici devono dirci se una cosa si può fare oppure no, non mandarci la cronistoria degli ultimi venti anni”. Per Claudio Ricci (Rp) “con l’istituzione di un ennesimo organismo consiliare, i presidenti saranno obbligati a dare un’agenda dei lavori stabile e tempestiva”. Valerio Mancini (Lega) si è dichiarato “contrario a ogni ipotesi di rinvio” e ha spinto per votare. Maria Grazia Carbonari (M5s) ha detto che “la Commissione d’inchiesta non confligge con le altre attività dei vari organi, perché l’oggetto è differente: qui si vuole parlare  di finanziamenti, mentre l’ingegner Fagioli avrebbe riferito su questioni di manutenzione della rete ferroviaria”, ed ha concluso: “se avessimo voluto fare speculazione politica avremmo fatto i manifesti, invece non vogliamo cavalcare nulla”. PG/

Fonte: Regione Umbria

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