[REGIONE UMBRIA] ROCCHETTA: “TERRITORI E COMUNITÀ DIFENDONO LE RISORSE PUBBLICHE E I BENI COMUNI. LE MULTINAZIONALI DELL'A…

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(Acs) Perugia, 7 luglio 2017 – “Continuano gli attacchi politici e mediatici nei confronti di una comunità che sta cercando di ristabilire lo stato di diritto difendendo i propri territori e le proprie risorse. Attacchi mediatici conditi con affermazioni demagogiche, mistificatrici e talvolta false”. Lo affermano i consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) facendo riferimento all’area Rocchetta di Gualdo Tadino e alle recenti dichiarazioni dall’assessore regionale Fabio Paparelli.

Liberati e Carbonari, in una nota firmata anche dal consigliere comunale M5S di Gualdo Tadino, Stefania Troiani, mettono in evidenza che “spesso, soprattutto nelle dichiarazioni ai media regionali, si fa riferimento ad un piano di investimenti di 30milioni, che prevederebbe l’ampliamento dello stabilimento e delle linee di imbottigliamento, la realizzazione di uno snodo ferroviario ed altri interventi. Peccato che la realtà dimostri come al ripristino dell’area colpita dall’alluvione vengano destinati soltanto 950mila euro. E bisognerebbe spiegare come mai – sottolineano i consiglieri regionali – l’azienda non abbia ancora sistemato quell’area, visto che è dal 2013 che essa risulta interdetta al pubblico”.

I consiglieri regionali contestano poi le affermazioni dell’assessore Paparelli: “la Regione ha fissato un limite massimo degli attingimenti di 25 litri al secondo? Ma questa scelta è stata operata in base a quali parametri, visto che non risulta alcuno studio idrogeologico? Andrebbe anche spiegato – aggiungono – quali provvedimenti intende prendere la Regione Umbria vista la crisi idrica in corso, dato che gli imbottigliatori continuano a pompare acqua dai pozzi senza nessuna restrizione mentre viene limitato uso dell’acqua potabile da parte dei cittadini e delle imprese agricole. Annunciare poi la creazione di una ‘oasi del benessere e del termalismo’ in quell’area, appare azzardato, visto che si tratta di un sito di interesse comunitario e molto probabilmente quei lavori saranno impossibili da realizzare a causa dei vincoli ambientali e di quelli legati agli usi civici”.

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari concludono spiegando che, da parte loro, “non è ammissibile che le multinazionali operino senza considerazione alcuna delle regole. Ci sono limiti invalicabili allo sfruttamento delle risorse pubbliche. Per scavare e mantenere in esercizio dei pozzi servono dunque precisi titoli abilitativi, che invece non ci sono. E

in particolare in tema di gestione e utilizzo delle acque sulle acque è necessario un approccio ben differente, non orientato al lucro, ma anzitutto attento agli interessi delle comunità”. MP/

Fonte: Regione Umbria

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