[REGIONE UMBRIA] PESTICIDI: “URGE UN REGOLAMENTO CHIARO CHE TUTELI LA SALUTE DEI CITTADINI” – NOTA DI DE VINCENZI (RP)

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Il consigliere regionale Sergio de Vincenzi (RP) commenta l’esito dell’audizione con associazioni ambientaliste altotiberine ed esperti,sull’uso dei pesticidi, svoltasi ieri in Terza Commissione,  e si dice certo della necessità “di istituire un regolamento chiaro e trasparente, di rapida consultazione, che sancisca in modo incontrovertibile i limiti di utilizzo e che imponga sanzioni certe per chi contravviene alle norme prestabilite, perché il regolamento regionale umbro è del tutto insufficiente e vago nello stabilire e limitare l’uso dei fitofarmaci. Un nuovo regolamento, come ha sottolineato De Vincenzi, dovrà tener conto degli interessi economici, ma che non perda mai di vista l’obiettivo più importante che è quello di difendere la salute dei cittadini. 

(Acs) Perugia, 14 luglio 2017 – “Le audizioni in Terza Commissione con rappresentanti delle associazioni ambientaliste ed esperti del mondo medico e scientifico, ci hanno confermato che l’uso massiccio nei settori agroalimentari dei fitofarmaci sta procurando effetti nocivi sull’ambiente e sulle persone, di anno in anno più consistenti”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (RP) sottolinea la pericolosità di tale pratica, i cui effetti negativi si producono “non solo nelle zone nelle quali le sostanze vengono asperse, ma anche, a medio termine, nei confronti di tutti i consumatori dei prodotti agroalimentari costretti a cibarsi di alimenti contaminati a loro insaputa”. 

De Vincenzi si dice certo della necessità “di istituire un regolamento chiaro e trasparente, di rapida consultazione, che sancisca in modo incontrovertibile i limiti di utilizzo e che imponga sanzioni certe per chi contravviene alle norme prestabilite. Un regolamento – aggiunge – che tenga conto degli interessi economici ma che non perda mai di vista l’obiettivo più importante che è quello di difendere la salute dei cittadini dei quali noi amministratori siamo i primi responsabili. L’assenza di una adeguata informazione e sensibilizzazione sulle modalità e le quantità d’uso dei fitofarmaci – spiega De Vincenzi – sia in loco che attraverso mezzi di comunicazione digitale, come pure l’inconsistenza di politiche di controllo e sanzionatorie per chi contravviene al corretto utilizzo di queste sostanze chimiche, stanno legittimando gli effetti ‘deriva’ nei trattamenti e mettendo a serio rischio la vita dei nostri cittadini e delle future generazioni le quali non avranno strumenti per difendersi. Se il PAN (Piano Ambientale Nazionale) ha già, nel suo complesso, ampi margini di miglioramento – spiega De Vincenzi -, il regolamento regionale umbro risulta essere del tutto insufficiente e vago nello stabilire e limitare l’uso dei fitofarmaci, tanto da essere del tutto ignorato da molti imprenditori del settore agroalimentare e dalle istituzioni locali preposte alla vigilanza della sua applicazione”. 

De Vincenzi ricorda che l’Umbria, insieme alla Toscana, “ha fatto misurare il livello di contaminazione delle falde acquifere superficiali e profonde più elevato rispetto alle altre regioni del nostro Paese. I dati del 2015 – spiega – evidenziano come in Umbria, nell’arco temporale di un anno, siano stati distribuiti 106mila chili di pesticidi, dei quali circa 95.000 utilizzati nella sola provincia di Perugia e i restanti 11mila nella provincia di Terni. Se pensiamo che per assimilare e neutralizzare un grammo di anticrittogamico un qualsiasi terreno impiega 48 ore, non possiamo che allarmarci nel prendere cognizione dell’uso di quantità massicce di sostanze chimiche che aggrediscono le nostre terre e il nostro ambiente ogni anno. I risultati dell’uso indiscriminato di fitofarmaci e della poca informazione circa le sue conseguenze, si traducono con l’aumento vertiginoso dell’incidenza dei tumori, soprattutto pediatrici, causati dal fenomeno dell’accumulo di sostanze nocive nell’organismo umano. A questo – prosegue De Vincenzi – si associa l’aumento delle disfunzioni dei sistemi endocrini e del funzionamento ormonale, l’innalzamento del tasso di sterilità maschile, delle malattie neurodegenerative come il Parkinson e dell’Alzheimer, sino ad arrivare alle mutazioni del DNA causate dalla costante assimilazione delle sostanze chimiche disperse nell’ambiente”.  RED/tb

Fonte: Regione Umbria

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