Firenze Celebrazione franchi tiratori, Bassi, Ceccarelli e Paolieri (PD): “Non capiamo proprio cosa ci sia da celebrare”

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Il capogruppo del Partito Democratico Angelo Bassi ed i Vice Capogruppo PD Andrea Ceccarelli e Francesca Paolieri stigmatizzano la scelta di alcune sigle di destra di ritrovarsi al Cimitero di Trespiano, l’11 agosto, ovvero il giorno in cui la città di Firenze festeggia l’insurrezione contro gli occupanti nazifascisti, per celebrare i caduti della Repubblica Sociale Italiana.

“Come Consiglieri comunali aderenti al PD – spiegano Bassi, Ceccarelli e Paolieri – chiediamo a chi di dovere di vigilare affinché non si ravvisi il reato di apologia del fascismo. Al di là dei sentimenti di rispetto che si devono a tutti i caduti, non capiamo proprio che cosa ci sia da celebrare. Gli aderenti alla Repubblica Sociale Italiana costituirono, in gran parte, quel manipolo di “franchi tiratori”, che – al riparo delle case – sparavano a soldati e cittadini fiorentini inermi. Non ci pare un atto di grande eroismo. Non affrontavano gli avversari a viso aperto. Anzi – proseguono Bassi, Ceccarelli e Paolieri – fra l’altro si macchiarono di reati nei confronti degli italiani, contribuendo ai rastrellamenti di persone di religione ebraica e giovani renitenti alla leva. Condividiamo le preoccupazioni espresse anche dall’ANPI che, in una nota, ha chiesto che le autorità vigilino affinché una manifestazione pubblica del genere non avvenga.

In una Firenze e in un’Italia devastate dalla guerra voluta dal Regime fascista, al di là delle tragedie connesse a qualsiasi conflitto – concludono Bassi, Ceccarelli e Paolieri – non tutti i soldati e non tutti i morti furono uguali: ci furono coloro che morirono per una causa sbagliata, come gli aderenti alla RSI, e ci furono giovani donne e giovani uomini che sacrificarono la loro vita per la democrazia, la libertà, l’indipendenza del proprio Paese. L’esaltazione di chi combatté contro questi valori si configura come un oltraggio alla memoria di chi, anche con il proprio sacrificio, ha reso la città di Firenze medaglia d’oro della Resistenza”. (s.spa.)

 

Fonte: Comune di Firenze

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