MODENA – Ascanio Celestini ai Giardini d'Estate

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Ai Giardini Ducali di Modena arriva il “cantastorie” Ascanio Celestini, uno dei massimi esponenti italiani del teatro d’impagno e di narrazione, con lo “studio per uno spettacolo” (questa la definizione scelta per la performance in cui l’attore e autore è con il fisarmonicista Gianluca Casadei e Andrea Pesce al suono) “Che fine hanno fatto gli indiani Pueblo?”. 

Che fine hanno fatto gli indiani Pueblo è la storia provvisoria di un giorno di pioggia. “Imponenti masse d’acqua che si spostano sulla superficie del mare provocano onde sismiche che vanno a incrociarsi con i movimenti delle profondità marine. Questo incontro scatena un fenomeno straordinario: un suono planetario senza fine che è facile ascoltare se stai dalle parti delle fasce di Van Allen, a 20mila chilometri dalla superficie terrestre così come lo sentono gli indiani Pueblo che scendono dalle finestre delle loro case. Battono i piedi sulla terra e arrivano i nonni, così chiamano le nuvole. E comincia a piovere. E l’acqua gira tra il cielo e la terra facendola vibrare come una gigantesca campana che corre nello spazio a 100mila chilometri all’ora”.

 

L’inizio è previsto per le 21.30 di giovedì 24 agosto. Ingresso libero e gratuito.

Ascanio Celestini, attore e autore teatrale, è considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione. Tra i suoi spettacoli: “Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini” (1998); “Fabbrica” (2002); “Il razzismo è una brutta storia” (2009); “Discorsi alla nazione” (2013). Nel 2007 ha girato il documentario “Parole sante”, incentrato sul tema del lavoro precario e insieme è uscito con lo stesso titolo il suo primo album di canzoni; è del 2010 il suo primo lungometraggio, “La pecora nera”, tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, racconto sull’esperienza dei manicomi e sull’alienazione dell’odierna società dei consumi, mentre è stata edita nel 2011 la raccolta di racconti “Io cammino in fila indiana”. È del 2015 il testo, scritto in collaborazione con M.L. Gargiulo, “Un anarchico in corsia d’emergenza”; nello stesso anno ha scritto, diretto e interpretato il film “Viva la sposa”.

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