PORCARI Esame della patente col kit per copiare – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA. C’ha provato ma gli è andata male. La polizia stradale di Lucca ha denunciato un giovane pachistano che, per rispondere correttamente ai quiz per la patente di guida, si era attrezzato di tutto punto, nascondendo sotto gli indumenti un’apparecchiatura ricetrasmittente. È una storia che riporta alla mente i tempi della scuola, in ogni classe c’era sempre qualcuno alunno che provava a fare il furbo. Le tecniche erano svariate: alcuni nascondevano “pizzini” preparati ad hoc e utili a superare la prova di storia, altri cercavano un compagno-complice bravo a tradurre la versione di greco. A volte i lestofanti in erba la facevano franca, ma ogni tanto si imbattevano in un professor un po’ più sveglio che li coglieva in fallo. E in quel caso erano dolori sotto forma di note e sospensioni.

Al giovane pachistano è andata anche peggio visto che si è preso una denuncia. Lui, residente a Porcari, si è presentato alla Motorizzazione civile dove erano in programma gli esami ma, tra i banchi, c’erano anche gli investigatori che lo tenevano d’occhio poiché non parlava bene l’italiano. Nonostante ciò, la sua prova si è conclusa senza errori. Peccato che agli agenti che lo tenevano d’occhio non sia sfuggito un auricolare nascosto dai capelli e infilato nell’orecchio destro. I poliziotti hanno condotto l’aspirante patentato alla caserma della stradale, e qui hanno appurato che sotto la maglietta il soggetto aveva nascosto uno smartphone e un trasmettitore wifi. Un sistema piuttosto sofisticato che gli permetteva di comunicare con un complice: quest’ultimo, ancora non individuato, leggeva le risposte, probabilmente attraverso la telecamera del cellulare, e via auricolare forniva

le risposte giuste all’esaminando. Tutto bene, fino a che gli investigatori non hanno svelato la furbata del giovane.

La Polstrada ha denunciato il lestofante, sequestrandogli tutto quanto gli era servito per cercare di truffare la commissione esaminatrice e passare l’esame.

Fonte: Il Tirreno

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