[ REGIONE TOSCANA ] La fotografia e i musei, il 23 ottobre a Firenze. Barni: “Un mondo da valorizzare”

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FIRENZE – Una giornata di studio e approfondimento dedicata alla fotografia e al suo rapporto con i musei. E’ quella che è stata presentata oggi a Firenze e che animerà il Cinema “La Compagnia”, altra casa della cultura della Regione, in via Cavour lunedì 23 ottobre. L’organizzano, assieme alla giunta regionale, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la Fondazione Fratelli Alinari di Firenze, una storia lunga oltre un secolo e mezzo e prestigiosa per la sue raccolte fotografiche  e lo studio della storia della fotografia.  Interverrà anche l’Opificio fiorentino delle Pietre dure, che di conservazione di patrimonio artistico (anche fotografico) s’intende; e  sarà una giornata densa, la dodicesima tappa del ciclo di incontri “Mibact per la fotografia: nuove strategie e nuovi sguardi sul territorio” iniziato ad aprile e maggio, a Roma e Reggio Emilia, con gli Stati generali della fotografia.

“L’evento – sottolinea la vice presidente ed assessore alla cultura della Toscana, Monica Barni – si configura come un’occasione importante ed inedita per approfondire la rilevanza culturale, sociale ed antropologica della fotografia. Ben si lega inoltre  all’azione più ampia che come Regione stiamo portando avanti sull’accesso alla cultura”.  “C’è infatti un settanta per cento di cittadini che oggi non frequenta né musei né biblioteche – ricorda l’assessore – e utilizzare quei linguaggi, come anche la fotografia, utilizzati quotidianamente e magari in maniera inconscia può essere il modo, ad esempio, per suscitare curiosità”. 

Nel ciclo di incontri promossi del Mibact  si parlerà della fotografia a trecentosessanta gradi: della fotografia d’arte e professionale, della fotografia come memoria, anche del fotogiornalismo.  “Vogliamo raccogliere idee e spunti che andranno a comporre un piano strategico che sarà presentato entro la fine dell’anno” annuncia Lorenza Bravetta, consigliere del ministro della cultura Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale.

La fotografia come opera d’arte
A Firenze, lunedì’ 23 ottobre dalle 10 alle 17.30 con tanti grandi esperti attesi, la prospettiva  sarà in particolare quella del rapporto stringente che la fotografia ha con i musei, quali istituti culturali che per natura sono preposti a conservare, restaurare e valorizzare il patrimonio artistico. E di patrimonio artistico in effetti si tratta. “La Francia considera la fotografia un’arte dal 1932. Noi – chiosa il direttore della fondazione Alinari, Claudio Del Polo – ci siamo arrivati solo ora, nel 2017. E con due miliardi di foto scattate ogni giorno nel mondo  dobbiamo imparare quali e come conservarle”. Da qui l’importanza del coinvolgimento di un istituto che forma restauratori come l’Opificio delle Pietre Dure. “I nostri studenti – racconta il soprintendente dell’Opificio, Marco Ciatti – sono preparati anche a questo particolare tipo di intervento”. E con l’Opificio la Fondazione Alinari collabora oramai da venti anni. 

L’importante dell’evento fiorentino va comunque anche oltre. “L’appuntamento – aggiunge Barni – testimonia anche il rinnovato impegno istituzionale sulla fotografia in genere, ulteriore ‘tappa di un percorso di analisi e proposta per riflettere su nuove modalità di intervento a favore di un mondo, quale quello fotografico, ancora non adeguatamente valorizzato e promosso, anche al fine di sostenere lo sviluppo di opportunità di crescita professionale e di tutela del lavoro, che deve rimanere una priorità politica, ed un impegno inoltre verso i giovani”.

Dalla conservazione della fotografia alla sua valorizzazione
Il programma di lunedì presentato oggi, di alto profilo scientifico e di livello internazionale, pone al centro del dibattito due temi: la conservazione e il restauro della fotografia in ambito museale, che vedrà protagonisti appunto l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze insieme ai rappresentanti di alcuni dei più rilevanti istituti di alta formazione e ricerca in questo campo, anche esteri, e le esperienze e confronti nella valorizzazione della fotografia nei musei, che coinvolgerà con l’Università Bocconi di Milano molte altre istituzioni eccellenti, che in modi e con esperienze diverse sostengono la fotografia per l’impatto che anche ha sulla qualità della vita delle comunità. “Un processo – sottolinea la vice presidente – che parte dalla conservazione e salvaguardia del materiale e della tecnica, attraversa la fase della formazione che è conoscenza e scambio dei saperi ed arriva alla valorizzazione dell’arte della fotografia e dei musei della fotografia, che possono rivestire il ruolo di soggetti centrali per l’organizzazione e lo sviluppo di sistemi, anche regionali, di aggregazione di professionisti della fotografia contemporanea”.

La Toscana è terra da questo punto di vista di sperimentazione ed avanguardia artistica. Lo è stata anche in passato (fervida era l’atmosfera negli anni Settanta del Novecento) e ha dimostrato nel tempo di consolidare e sviluppare sul territorio linguaggi innovativi e partecipativi. La fotografia costituisce in fondo uno strumento privilegiato di interpretazione della realtà, accattivante e sperimentale, immediato e sintetico. Perfetto per l’umore della società contemporanea e di chi, giovane, è educato ai codici delle nuove tecnologie. Una forma d’arte e cultura a cui la Regione guarda, appunto, con interesse.


Per approfondire:
Leggi il programma della giornata del 23 ottobre a Firenze

Fonte: Regione Toscana

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