PORCARI Snaitech riparte con i licenziamenti – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

PORCARI. Tornano ad agitarsi le acque alla Snaitech. L’azienda ha annunciato la volontà di riaprire una nuova procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori in cassa integrazione. Una nuova doccia fredda comunicata ai sindacati durante l’incontro nella sede di Confindustria a Firenze dove è tornato a riunirsi il tavolo sulla crisi dell’azienda. In ballo ci sono 13 lavoratori (11 nella sede di Porcari), quelli che fino al 31 dicembre avranno diritto al Fis (a zero ore o a rotazione), una sorta di cassa integrazione, garantita dall’accordo siglato nel maggio scorso che di fatto aveva congelato gli esuberi fino alla fine di dicembre. Quell’intesa ha bloccato i licenziamenti fino alla fine dell’anno concedendo un fondo di integrazione salariale ai lavoratori. Dal primo gennaio del 2018 però il loro futuro tornerà a essere incerto in mancanza di un nuovo accordo sindacale. Una decisione, quella di riaprire la mobilità per i lavoratori ancora in esubero, contestata dai sindacati che intendono scongiurare i licenziamenti e chiedere altri sei mesi di cassa integrazione.

«L’azienda ha comunicato l’intenzione di aprire una nuova procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori che si trovano collocati in cassa integrazione fino a dicembre nelle sedi di Milano, Roma e Porcari poiché d non intravedono facili soluzioni a breve – dice Massimo Braccini, coordinatore nazionale della Fiom al tavolo Snaitech – per loro siano di fronte a un esubero strutturale». Snaitech ad aprile aveva aperto la procedura di mobilità per 66 lavoratori, numeri che poi si sono notevolmente ridotti in seguito alle uscite volontarie, agli incentivi all’esodo e alle decisioni dei dipendenti di trasformare i rapporti di lavoro dal tempo pieno al part-time. «La scorsa procedura di mobilità vedeva interessati 66 lavoratori e venne trovato un accordo – riprende Braccini – che non prevedeva licenziamenti se non volontari. A oggi sono interessati alla cassa integrazione 13 lavoratori e riteniamo sbagliata questa nuova procedura da parte dell’azienda. Contestiamo questa forzatura e non ci sarà assolutamente nessuna possibilità di trovare accordi sindacali che prevedono licenziamenti».

Ora inizia un nuovo braccio di ferro con l’azienda. «Ci sono ancora mesi di tempo per trovare soluzioni alternative e di garanzia per tutti i lavoratori e chiudere definitivamente la fase di crisi a tutti gli effetti» dice Braccini. Sulla stessa linea Narcisa Pellegrini, coordinatrice nazionale della Fim Cisl al tavolo Snaitech: «Diciamo no e respingiamo la proposta fatta dall’azienda che è tornata al tavolo imponendo ancora una volta

la propria posizione. Siamo convinti che altre soluzioni siano possibili: ci confronteremo con i lavoratori e decideremo le iniziative più adeguate da assumere per contrastare la nuova procedura». Intanto per oggi è stata convocata l’assemblea del personale.

Nicola Nucci

Fonte: Il Tirreno

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