PORCARI Ceregiver, sbarca in consiglio comunale l’appello di Valeria

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PORCARI – Valeria Tomei è mamma di Leonardo, un ragazzo gravemente disabile. Una storia come molte altre, che la donna ha voluto raccontare al consiglio comunale di Porcari. Simbolo di un popolo silenzioso, quello dei cosiddetti caregiver familiari, donne e uomini che volontariamente e gratuitamente si prendono cura in ambito domestico di una persona cara in condizioni di non autosufficienza a causa di severe disabilità. Il vicesindaco Franco Fanucchi, l’assessore al sociale Lisa Baiocchi e la consigliera incaricata al sostegno alla disabilità Eleonora Lamandini hanno recepito subito l’appello di Valeria.

 

“Ci sembra doveroso sollecitare lo stato affinché dia dignità e aiuto a chi quotidianamente offre un servizio sociale ed economico ben preciso – commenta Fanucchi -, ciò che vogliamo portare avanti come amministrazione comunale e che sto perseguendo in stretta collaborazione con l’assessore Baiocchi è focalizzare l’attenzione su problematiche che spesso sono prive di strumenti necessari alla loro stessa gestione. La disabilità – aggiunge la consigliera Lamandini – è proprio uno di questi temi, molto delicati, ma al tempo stesso molto sentiti: Porcari è in prima linea e lancia così un appello al Parlamento affinché il riconoscimento dei caregiver familiari diventi una priorità condivisa”.

 

Il dramma raccontato da Valeria è lo stesso di tantissimi altri. Persone che prestano la sua opera a titolo gratuito e volontario in funzione di legami affettivi e che ad oggi non sono tutelati da nessuna legge ad hoc. La mozione presentata dalla maggioranza è passata con il voto unanime del consiglio e finirà direttamente sul tavolo del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio. L’appello che parte da Porcari è rivolto al Parlamento, dove in Commissione Lavoro del Senato è ancora fermo dal 2015 il disegno di Legge 2128 finalizzato a riconoscere e tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari come valore sociale ed economico per la collettività.

 

La Legge però, rischia di essere approvata con un testo che sembra molto lontano da quello originale, di fatto svuotato dai contenuti che la sostenevano all’inizio. Il nuovo testo unificato su cui si sta lavorando riduce da 7 a 4 gli articoli e non prevede più il sostegno economico che invece dovrebbe essere elemento fondamentale in una condizione come quella del caregiver familiare. Ad esempio, viene meno la questione dei contributi figurativi, che invece potrebbero valere perun’eventuale pensione da casalinga. Ma il punto centrale è una non comprensibile separazione tra la figura del caregiver prevista dall’articolo 2 (familiare che assiste ma non è titolare del consenso dell’assistito) e quella dell’articolo 6 (soggetto riconosciuto e quindi beneficiario di eventuali diritti economici e sociali). La mozione rileva e questa anomali e ritiene anche necessario riconoscere ai caregiver familiari una condizione giuridica di tutele, uniformi in tutto il territorio nazionale, equivalente almeno a quella riconosciuta ai lavoratori domestici, meglio se corrispondente alla posizione lavorativa attuale nel caso il caregiver sia riuscito a conservare il proprio posto di lavoro.

 

Insomma, da Porcari parte un appello al parlamento italiano affinché si vada verso l’approvazione di una legge vera, nella forma originaria del ddl.

Fonte: Lo Schermo

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