Capannori L’assessore alla scuola Cecchetti: “A Capannori dialogo con il mondo della scuola perché tutto non gravi su di loro”

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Capannori –

L’assessore alla scuola Cecchetti: “A Capannori dialogo con il mondo della scuola perché tutto non gravi su di loro”

“Cara Ministra Fedeli, mi dispiace, ma non posso minimamente essere d’accordo con lei. I ragazzi, quando frequentano la scuola media, hanno l’età giusta per iniziare il percorso di indipendenza e autonomia dai genitori, indispensabile perché si formino uomini e donne consapevoli e responsabili. Non stiamo parlando di uscire con gli amici la sera, stiamo parlando di andare a casa da soli all’uscita della scuola o salire sul pullman in autonomia. Cose regolari, cose che abbiamo sempre fatto e che è importante che i nostri ragazzi continuino a fare”. A parlare è Francesco Cecchetti, assessore alla scuola del Comune di Capannori, ed esponente della sinistra toscana che fa riferimento all’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
All’assessore della giunta Menesini, quindi, proprio non va giù la rigidità con cui la Ministra all’Istruzione del Governo Gentiloni ha affrontato la questione del percorso casa-scuola-casa dei ragazzi delle scuole medie. Per Cecchetti, infatti, la politica dovrebbe fare la politica, rispettare certo la legge ma applicarla con buonsenso. In quest’ottica, l’assessore aprirà da subito una riflessione condivisa con genitori, dirigenti scolastici e insegnanti delle scuole medie del capannorese perché non tutto gravi sulle loro spalle.
“So che quanto detto dalla Fedeli è legge dello Stato e in quanto tale va rispettato – continua l’assessore di Capannori –. Non condivido però l’intransigenza con cui si approccia un campo difficile come quello della responsabilità sui ragazzi che escono da scuola. Obbligare i genitori a essere all’uscita dalla scuola di un figlio di 12-13 anni è un modo per togliere al Governo le proprie responsabilità rispetto ai tempi di entrata/uscita, scaricandoli su dirigenti scolastici e insegnanti. Lo ritengo inaccettabile: se le scuole potessero contare su un numero adeguato di personale questo problema non esisterebbe e, soprattutto, non ci permetteremmo con tanta superficialità di scaricare sui genitori-lavoratori, per cui non è così facile essere all’uscita di scuola, o sugli insegnanti e dirigenti scolastici, che devono guardare un numero assolutamente alto di ragazzi. Lo stesso vale per la frase infelice di mandare i nonni. Cara Ministra, non tutti hanno i nonni, figure preziose che in Italia salvano il nostro sistema di welfare, ma che, è bene dirlo, dovrebbe essere lo Stato a garantirci un sistema di welfare adeguato”.
Nelle prossime settimane, quindi, la questione a Capannori sarà affrontata insieme a tutti i soggetti interessati, dove il Comune avrà il ruolo di coordinamento.
“Un altro aspetto importante di questa vicenda – conclude Cecchetti – è l’acquisizione di autonomia e indipendenza da parte dei nostri ragazzi, che inizia anche con questi semplici gesti. Il buonsenso è la prima vera regola sociale e di crescita, non buttiamo via quello che di bello abbiamo costruito negli anni. La famiglia e la scuola sono due Istituzioni che hanno il prezioso compito di educare i nostri ragazzi e insegnare loro a essere responsabili e i cittadini del futuro, quindi due componenti della società da supportare e valorizzare”.      

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