[Lucca] CARO AFFITTI, COMMERCIO ON LINE E WEB TAX, UN’ANALISI A 360 GRADI DI LANZA (PRESIDENTE PROVINCIALE FEDERMODA CONFCOMMERCIO)

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Lucca –

CARO AFFITTI, COMMERCIO ON LINE E WEB TAX,

UN’ANALISI A 360 GRADI DI LANZA (PRESIDENTE PROVINCIALE FEDERMODA CONFCOMMERCIO)

 

Prende la parola Federico Lanza, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio Lucca, per esprimere alcune considerazioni sul futuro commerciale della propria categoria, in centro storico ma non solo. “Il dibattito su alcune zone della città che si stanno commercialmente desertificando, come Vicolo San Carlo ma non solo – afferma Lanza -, unito a altre attività chiuse a macchia di leopardo nelle vie principali, offre a nostro avviso lo spunto per alcune considerazioni, Se è vero che attualmente nella nostra città ci sono sempre più vetrine spente in attesa che qualche imprenditore le riaccenda, i problemi che portano a questa situazione sono molteplici e di varia natura”. “Sicuramente – prosegue Lanza – il caro affitti è una componente determinante, perché le attuali condizioni non consentono al commercio di sostenere canoni di locazione che fino a qualche anno fa rappresentavano la normalità. Da qua dunque l’invito ai proprietari a tenere conto di questo aspetto, alla luce del fatto che prezzi alti significhino spesso un turnover con periodi a volte lungo in cui i fondi restano vuoti, con danno all’immagine della città e alle tasche stesse dei proprietari”. “Il calo e lo spostamento dei consumi verso nuove forme di distribuzione – insiste il presidente provinciale di Federmoda – ha reso e renderà il commercio diverso nei prossimi anni. Se come pare, molti sono d’accordo a riconoscere un ruolo sociale al commercio, soprattutto in zone decentrate e periferiche, è necessario che alcune mosse vadano fatte”. “Noi – aggiunge Lanza – auspichiamo che le istituzioni locali e nazionali non si voltino dall’altra parte, rischiando di ritrovarsi in tempi inaspettatamente brevi con zone commercialmente depresse o addirittura desertificate, salvo poi intervenire quando il processo sarà diventato irreversibile. Pensiamo ad incentivi e sgravi per rilanciare zone oggettivamente penalizzate, e al tempo stesso a piani di riqualificazione di aree potenzialmente recuperabili. Ma ancora più determinante è la valutazione sull’impatto dell’e-commerce”.  “Non pensiamo certo – spiega il presidente – di voler arginare un fenomeno inarrestabile che ha aperto grandi opportunità per consumatori e nuovi imprenditori, ma pretendiamo che le regole che lo governino facciano sì che le grandi aziende che stanno monopolizzando questo canale abbiano almeno lo stesso trattamento fiscale dei piccoli imprenditori. Questo per non dare ulteriori vantaggi in una partita che vede per le loro dimensioni i “big” già fortemente avvantaggiati. In quest’ottica ci auguriamo finalmente che il dibattito sulla Web Tax possa partorire soluzioni efficaci che dovranno essere necessariamente condivise anche a livello internazionale. Non possiamo accettare che i colossi del web continuino a pagare tasse da “0 virgola” in Paesi anche europei producendo utili in Italia, erodendo quote di mercato ad aziende italiane”.  “Se nessuno interverrà – termina Lanza –  prepariamoci a vedere i nostri centri e le nostre strade sempre più spenti”.

Fonte Verde Azzurro

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