PORCARI Minaccia di gettarsi con il figlio – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

PORCARI. Minacciata di sfratto una donna ha minacciato di gettarsi dal terrazzo col suo bambino piccolo.

Solo l’intervento dei carabinieri della stazione di Capannori ha convinto la donna, dopo lunghe trattative, a scendere, scongiurando così il gesto estremo. Il triste episodio è accaduto intorno alle 10 in un alloggio per l’emergenza abitatativa del Comune, in una frazione porcarese. La donna si era barricata in casa per protestare contro la lettera di sfratto esecutivo ricevuta da alcuni giorni. Poi si è affacciata alla finestra, tenendo in braccio un bimbo e minacciando di buttarsi se non fosse rimasta in quella abitazione. Sul posto, oltre al personale del 118, sono accorsi anche i vigili del fuoco e i carabinieri, e anche il personale dell’ufficio casa del Comune. Alla fine l’intervento dei militari ha convinto l’inquilina a non commettere atti inconsulti e la donna in stato di stress emotivo ha lasciato l’alloggio. «È un caso particolare e delicato – spiega l’assessore al sociale Lisa Baiocchi – anche per l’atteggiamento del nucleo familiare. La figlia del capo famiglia ha due bimbi piccoli ai quali abbiamo proposto una casa-famiglia, la stessa proposta era stata fatta al figlio individuando una struttura che ospita ragazzi, ma anche questa proposta è stata rifiutata e non siamo arrivati a un compromesso. Il Comune ha cercato tutte le alternative possibili e la situazione si è protratta per due anni, quando invece è previsto un limite di sei mesi trattandosi di una sistemazione d’emergenza. Adesso la casa è stata sgomberata e abbiamo informato il tribunale dei minori della situazione. Nei prossimi giorni è previsto un altro sfratto per una situazione più pacifica e dovremo adoperarci per trovare una sistemazione alla famiglia».

L’emergenza è forte, con sei casi nel 2016, e già tre

nei primi mesi di quest’anno, di sfratti per morosità o di famiglie in difficoltà economica. Una situazione a cui lo sportello casa del Comune ha risposto individuando abitazioni alternative, l’anticipo della caparra e delle prime mensilità oppure l’alloggio di emergenza». (n.n.)

Fonte: Il Tirreno

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