PORCARI Fermi, un lavoro per il 64 dei diplomati – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA. Milleottocento studenti tutti i giorni si siedono sui banchi dell’Iti Fermi, oltre quattrocento nelle aule dell’istituto professionale Giorgi. Oltre duemila ragazzi, quasi tutti della Lucchesia, che per la loro formazione hanno deciso di puntare su materie prettamente scientifiche e tecnologiche, spendibili sia da chi ha intenzione di continuare gli studi iscrivendosi all’università sia da chi invece, subito dopo la maturità, vorrebbe iniziare a lavorare. Un modello formativo evidentemente vincente, stando ai dati di Eduscopio 2017, quello messo in piedi dall’istituto, che si spalma su due plessi: l’Itis Fermi di via Carlo Piaggia – che prevede l’indirizzo tecnico, il liceo delle scienze applicate e quello sportivo – e il Giorgi di via del giardino botanico che invece è l’istituto professionale con corsi di meccanica ed elettronica ma anche di impianti termoidraulici e odontotecnica.

Un modello che ha portato l’istituto Fermi-Giorgi (indirizzo scientifico), sempre secondo la ricerca elaborata dalla Fondazione Agnelli, a essere al sesto posto in Toscana nella classifica dei licei scientifici per quanto riguarda il “successo universitario” ma a brillare anche in tema di occupazione lavorativa (le variabili sono l’indice di occupazione e l’attinenza tra titolo di studio e lavoro), soprattutto se si guardano i risultati del Fermi, indirizzo tecnico, settore tecnologico.

Va specificato che l’indice di occupazione, come riporta Eduscopio, ci dice qual è la percentuale degli occupati (coloro che hanno lavorato almeno sei mesi entro i primi due anni dal conseguimento dal diploma), calcolata su coloro che non si sono immatricolati all’università (occupati, sottoccupati, altro).

E con il 64% dei diplomati che lavorano almeno 6 mesi entro i primi due anni dal conseguimento dal diploma e il 18% che sempre entro due anni riesce ad avere un contratto a tempo indeterminato, gli studenti che si diplomano nel settore tecnologico tendono a trovare un’occupazione ad appena 4 chilometri da casa.

Un esito positivo che la scuola può vantare anche per quanto riguarda il professionale (Giorgi), settore industria e artigianato – dove l’indice di occupazione dei diplomati è del 56% con il 10,6% di loro che dopo due ottiene il contratto a tempo indeterminato – e nel settore servizi dove però l’indice di occupazione è solo di pochissimo sopra al Pertini: 41,3% contro il 41,03% ottenuto dalla scuola di viale Cavour (al terzo posto il Civitali di via San Nicolao con il 32%).

Se poi si va a guardare un’altra variabile, quella che ci dice se chi frequenta il Fermi-Giorgi riesce a fare il mestiere per il quale si è preparato, è sempre l’indirizzo tecnico, settore tecnologico ad avere il dato più positivo: in questo caso infatti, la coerenza tra il lavoro e il titolo di studio, a due anni dal diploma, è del 54,9%, del 47,92% per il settore industria-artigianato e dell’11,11% nel settore servizi.

In riferimento poi alle altre scuole della Lucchesia che offrono una formazione nel settore tecnico tecnologico, subito dopo il Fermi-Giorgi la miglior “performance”, calcolata in base all’indice di occupazione e all’attinenza del lavoro con il titolo di studio, è quella del Carrara-Nottolini-Busdraghi: su 67 diplomati all’anno (numero medio), il 39% di loro ha lavorato più di sei mesi in due anni e sempre dopo due anni il 18,4% entra a tempo indeterminato. In questo caso però, la percentuale di diplomati che a due anni dalla maturità lavorano e hanno una qualifica professionale perfettamente in linea con il titolo di studio è appena del 16,07%.

Terzo posto per l’Arrigo Benedetti di Porcari che registra un indice di occupazione dei diplomati del 30% ma che, rispetto al Fermi-Giorgi e al Carrara-Nottolini-Busdraghi raggiunge il miglior risultato per quanto riguarda la percentuale i contratti a tempo indeterminato: il 27,3% dei diplomati infatti, dopo due anni, riesce ad averlo e la percentuale di coerenza tra diploma e lavoro è del 27,3%.

Per il settore tecnico economico, il primo posto in Lucchesia, sempre sulla base dell’indice di occupazione e della coerenza tra titolo di studio e lavoro, è del Carrara-Nottolini-Busdraghi.

Il 52% dei diplomati lavora almeno sei mesi entro i primi due anni dalla maturità e il 16,3% ottiene in due anni il contratto a tempo indeterminato. La coerenza tra titolo di studio e lavoro è del 29,2% e tendenzialmente i diplomati trovano lavoro in provincia di Lucca.

Indice di occupazione al 48% invece per

quanto riguarda il Benedetti di Porcari (settore economico) e 53,57% di attinenza tra titolo di studio e mestiere. Terzo posto per il Pertini che chiude il trio con il 38% di indice di occupazione e 18,2% di coerenza tra scuola frequentata e occupazione.

Fonte: Il Tirreno

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