[ALTOPASCIO] A piedi col suo asino dalla Sicilia ad Altopascio

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ALTOPASCIO. «Il nostro problema è che diamo per scontate le nostre bellezze, che invece chi arriva da fuori sa apprezzare e valorizzare»: in questa frase del suo blog sta molto, non tutto, ma molto, del significato dell’impresa portata avanti da uno studente ventenne del Dams di Torino.


Lo scorso luglio Nicola Winkler è partito dalla Sicilia, dal Palermitano, per un viaggio verso casa, in Piemonte. Un viaggio apparentemente banale,uno prende l’aereo a Punta Raisi e scende a Caselle. Basterebbero un paio d’ore, come sottolinea sempre nel suo blog lo stesso Nicola, ma lui ha scelto un’altra strada, quella “slow”, e invece di due ore ha messo in conto di impiegare sette mesi, che forse diventeranno anche otto.

Sì, perché Nicola sta facendo quella strada a piedi, e non lungo le vie principali, ma seguendo percorsi alternativi, in grado di portarlo a contatto con l’Italia meno conosciuta, quella delle piccole realtà rurali, che per secoli hanno costituito l’ossatura del nostro Paese e che oggi, spesso, più che vivere sopravvivono, a un progresso che è stato subìto piuttosto che partecipato. Un mondo che è accanto a noi ma che difficilmente riusciamo a vedere.

In questo viaggio Nicola Winkler non è solo, con lui un amico a quattro zampe, Fela, detto anche Fefe. Un asinello che spesso assume anche il ruolo di guida nel decidere quale strada prendere. E da qualche giorno, dopo aver risalito mezzo stivale, Nicola e Fela sono in Toscana. Per la precisione tra Altopascio e Fucecchio, dove l’asinello ha trovato ospitalità nelle scuderie di Antonello Simoncini.

Da qui, mercoledì 15 novembre, dopo aver colto anche l’occasione per fare una visita a Lucca, la carovana è ripartita, da Spianate verso Altopascio, dopo una sosta per salutare il giovane e il suo compagno di viaggio. Verso Badia Pozzeveri e quindi sulle tracce della Francigena, per riprendere la (ancora lunga) strada verso casa. Ad accompagnarlo, in questo tratto altopascese, anche alcuni amici a cavallo, tra cui colui che ha organizzato questa tappa, ossia Angiolino Rosamilia, che aveva conosciuto Nicola proprio nei giorni dell’inizio di quest’avventura, in Sicilia, invitandolo a passare da lui quando la strada lo avrebbe portato alle nostre latitudini.

E così c’è anche un po’ di Lucca nel diario di bordo di Nicola, destinato probabilmente a diventare anche un vero e proprio documentario, e che già è un blog ( “Non fare l’asino”) affascinante. Un diario fatto di luoghi, paesaggi, testimonianze

tristi di abbandono e incoraggianti di resistenza, anzi, di resilienza. E soprattutto un diario fatto di persone. Quelle incontrate dal giovane in questo viaggio, ciascuna con una sua storia e tutte pronte ad aiutare questo ragazzo nella sua impresa un po’ folle, ma meravigliosa.

Fonte: Il Tirreno

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