[ALTOPASCIO] Fillungo al buio, la rabbia dei commercianti

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LUCCA. Teste basse e musi lunghi tra i commercianti storici del centro lucchese. Via Fillungo al buio a Natale. Una sentenza che, a meno che non spunti qualche benefattore dell’ultimo minuto, sembra quasi inevitabile. Una sentenza di certo inaccettabile per i (pochi) commercianti che ancora mantengono le loro radici salde in quella strada del centro storico che per decenni è stata il cuore pulsante di boutique di lusso e di attività floride e sfarzose. «Anni fa – raccontano amareggiati nel ripensare ai tempi andati – una cosa del genere sarebbe stata assolutamente impensabile».

Perché per Natale il Fillungo ha sempre indossato l’abito della festa e anche grazie a quest’abito era sempre riuscito ad attrarre a sé i lucchesi e non solo. Ora quest’abito, per la maggior parte dei “nuovi” commercianti giunti anche da molto lontano, è diventato forse superfluo, perfino anacronistico, comunque non certo qualcosa di imprescindibile. Qualcosa, invece, a cui si può rinunciare tranquillamente, per il quale non sono disposti a spendere nemmeno poco più di cento euro, cinquanta centesimi al giorno, se si considera un mese di accensione.

«È una vergogna, non c’è altro da dire – dichiarano scuotendo la testa, dalla cartoleria Paoletti – forse comunque è meglio così, almeno chi non ha pagato si renderà conto di cosa significa stare senza luci di Natale». Secondo i commercianti storici infatti, non è nemmeno giusto che a pagare siano sempre gli stessi e che, per evitare di stare al buio, debbano essere costretti a integrare la quota di tasca loro. «Perché noi dobbiamo garantire questo servizio – dichiarano sempre dalla stessa cartoleria – anche a chi non versa la quota? Non va bene. È ora che tutti facciano la loro parte altrimenti è inutile», sottolineano i titolari.

Tanta amarezza anche da parte della titolare della pellicceria Pierini, la quale non trova parole per commentare. «Come sempre io ho aderito – dichiara la proprietaria del noto negozio –. Dal momento che pare che le luci non saranno accese, mi sono organizzata per conto mio e ho predisposto un’illuminazione imponente con tanto di tappeto rosso nel negozio che ho nella galleria liberty sempre qui in via Fillungo».

E l’adesione c’è stata anche da parte delle tre gioiellerie storiche che si affacciano sulla via clou dello shopping lucchese: tre nomi che raccontano la storia di questa via: Carli, Chiocchetti e Pellegrini.

«Le luci riscaldano il Natale – dichiarano da Pellegrini – senza nulla è proprio triste. Le giornate sono buie e non si ha voglia di uscire per passeggiare in un ambiente malinconico. Purtroppo il problema delle catene in franchising è reale perché con loro è difficile avere rapporti. Spesso sono persone che non vivono qui e che quindi non si sa come coinvolgere. Magari vedendo l’effetto che farà la strada al buio l’anno prossimo decideranno di partecipare anche loro».

Un messaggio questo, ribadito anche dal presidente provinciale di Federmoda di Confcommercio Lucca, Federico Lanza, il quale è convinto che sia indispensabile la partecipazione collettiva da parte dei commercianti per l’installazione delle luci natalizie e più in generale per tutte le iniziative legate alle manifestazioni tradizionali del territorio. Se poi questo comporta il pericolo concreto di non avere le luci di Natale nella via dello shopping per eccellenza, pace.

«Le catene rischiano di far stare al buio via Fillungo. Sono andato di persona a trattare con queste attività – dichiara Lanza – e alcune sono anche riuscito a convincerle a partecipare ma la maggior parte alla fine non ha aderito. Qui purtroppo di commercianti lucchesi ne sono rimasti pochi e se per convincere le catene a fare la loro parte è necessario stare al buio allora è bene che si stia al buio. È vero che per le luci di Natale abbiamo in corso alcuni contatti con degli sponsor – continua – ma, se anche la trattativa andasse a buon fine, non trovo comunque giusto che tutti i soldi vengano usati per pagare l’illuminazione di via Fillungo. Mi sembra invece più corretto che vengano “spalmati” per illuminare anche altre strade “in difficoltà” o per organizzare qualcosa in più».

E sempre secondo il presidente di Federmoda gli unici a poter “salvare” la situazione, alla fine, saranno proprio i consumatori. «Chiediamo a chi viene a fare shopping qui – dichiara – di premiare i commercianti che hanno investito nelle luci natalizie andando ad acquistare da loro. Stiamo lavorando per trovare un modo incisivo per segnalare le attività che hanno aderito e a breve sveleremo i dettagli di questa iniziativa che per ora ci sembra l’unico strumento per farci sentire».

Una voce un po’ fuori dal coro arriva dal negozio, sempre in via Fillungo, Cose di… che col Natale, vista anche la tipologia di merce in vendita, ha un rapporto diretto.

«È davvero un peccato e siamo molto dispiaciute perché il nostro l’abbiamo fatto – dichiarano dall’attività nata ad Altopascio che da qualche anno ha aperto un punto vendita anche in via Fillungo –. Quanto c’è da aggiungere? Noi siamo disposte a mettere anche qualcosa in più di soldi pur di avere le luci. Le catene comunque dovrebbero prendere in affitto i fondi

sapendo che per le feste devono dare il loro contributo altrimenti non dovrebbe proprio essere loro consentito di entrare in questi locali. Hanno i fondi più belli ma non contribuiscono a organizzare nulla per il bene della città e questo non è giusto».

Fonte: Il Tirreno

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