[ALTOPASCIO] Il giudice accerterà se il contratto con IPT poteva essere stipulato

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ALTOPASCIO. C’è grande preoccupazione per il fallimento della «Toscana Pane srl». Sono a rischio 53 posti di lavoro, ma la vicenda è tutt’altro che conclusa. Meraviglia infatti il contratto d’affitto d’azienda stipulato da un’azienda con una massa debitoria di 8,7 milioni di euro e una rinuncia alla domanda di concordato preventivo avanzata in precedenza al tribunale fallimentare. Il giudice delegato Giacomo Lucente attende i libri contabili e la documentazione che dovrà fornire il curatore fallimentare Renzo Regoli. Di sicuro sono state commesse da parte della «Tosco Pane srl» o della ditta IPT di San Miniato che ha dato l’okay all’affitto d’azienda delle leggerezze che dovranno essere vagliate con attenzione per la verifica su eventuali profili di responsabilità. Esiste inoltre l’ipotesi concreta di uno scioglimento per giusta causa del contratto posto in essere. Tra l’altro il commercialista Regoli, durante il periodo in cui era pre commissario giudiziale, aveva avuto contatti con un paio d’aziende interessate a rilevare la Toscana Pane srl – società fondata dal molino Rossi di Ripafratta e dal molino di San Pietro a Vico del gruppo Maionchi – nata nell’ottobre del 2010 dopo l’omologa del concordato preventivo di «Toscopan», la vecchia azienda che venne rilevata per 2,5 milioni riassumendo la metà dei dipendenti (53 su 110) e fu il primo esperimento di filiera del pane in Italia. Sette anni dopo quel concordato si trasforma in un crac milionario.

Le reazioni sindacali. La situazione preoccupa le forze sindacali che non si attendavano un epilogo del genere: «Ci siamo già attivati con il curatore fallimentare e con la nuova proprietà (quale se ancora non c’è visto che il contratto di affitto d’azienda depositato il 1 gennaio 2018 potrebbe essere invalidato?) per garantire una prospettiva ai lavoratori – afferma Lino Giovannelli

della Flai Cgil – il personale non si tocca e stiamo lavorando per garantire le attuali condizioni occupazionali. Apriremo un confronto anche con l’amministrazione comunale di Altopascio per evitare qualsiasi riduzione del personale e licenziamenti».

Fonte: Il Tirreno

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