PORCARI Doping, sarà interrogato il medico – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA. Riprenderanno la prossima settimana gli interrogatori degli indagati nell’inchiesta sul doping in Lucchesia dopo che giovedì mattina l’ultimo ds della GFDD, Andrea Del Nista, si era avvalso della facoltà di non rispondere mentre il ciclista passato da poco nei professionisti, Giovanni Petroni, aveva fornito la sua versione dei fatti alla squadra Mobile sostenendo di non aver mai fatto uso di sostanze dopanti. Nelle prossima settimana dovrebbe essere sentito dal sostituto procuratore Salvatore Giannino il medico sportivo Daniele Tarsi che recentemente è stato sollevato dall’incarico di componente lo staff medico dallo Spezio Calcio. Il magistrato non ha ancora fissato l’interrogatorio di Raimondas Rumsas senior e Raimondas Rumsas junior che potrebbe slittare anche ai primi giorni di marzo. Intanto sulla vicenda doping da registrare anche l’intervento del vice sindaco di Porcari, Franco Fanucchi: «Auspico pene pesantissime e condanne esemplari per chi si è reso responsabile di un reato così grave come quello di istigazione al doping giovanile- dice l’ex assessore allo sport e insegnante di educazione fisica che in passato è stato responsabile della scuola calcio della Lucchese e del Folgor Marlia – Nonostante tutti gli appelli accorati delle varie federazioni nazionali ed internazionali la piaga del doping è ben lungi dall’essere debellata. Anzi trova proprio dal basso delle squadre amatoriali e giovanili la linfa vitale della quale nutrirsi. Gli esempi li abbiamo davanti a noi giornalmente a partire dal ciclismo ma non solo, al nuoto, alla ginnastica, agli sport invernali. La prospettiva di risultati facili ( tutti da verificare ), della fama e del denaro proveniente da sponsorizzazioni, inducono come si è visto anche vicino a noi, operatori sanitari, presidenti, direttori sportivi a prostrarsi all’altare del doping. Il doping è inganno verso noi stessi e verso gli altri. Vera e propria frode. Tornando al caso del doping che ha scosso l’ambiente ciclistico lucchese, mi domando come i genitori dei ragazzi indotti a doparsi dal “sistema” abbiano potuto accettarne le regole senza pensare alle conseguenze sulla salute fisica

e psichica dei propri figli. Comprendo anche se non condivido l’interesse del presidente per le vittorie a tutti i costi ma non mi capacito di come un padre o una madre possano essere collusi a tal punto da andare a comprare farmaci proibiti e oltretutto dannosi per la salute».

Fonte: Il Tirreno

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