[ALTOPASCIO] Striscione di Forza Nuova indagati quattro militanti

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LUCCA. Quattro esponenti di Forza Nuova denunciati per apologia di fascismo. Si tratta di Leonardo Cabras, 28 anni di Massa, coordinatore per il Centro Italia di Forza Nuova; Giovanni Damiani, 47 anni di Lucca, segretario provinciale di Forza Nuova; Michele Ghilarducci, viareggino, segretario territoriale di Forza Nuova in Versilia; Eugenio Nardi, 30 anni, simpatizzante altopascese di Forza Nuova. Secondo la procura sono stati loro, nella notte tra il 21 e 22 novembre, ad affiggere uno striscione sotto la casa del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, nella frazione di Sant’Alessio. “Unico cittadino onorario s. e. Benito Mussolini”, questo il messaggio che la mattina seguente un vicino del sindaco alzatosi di buon mattino si trovò di fronte. Con le lettere puntate che stanno per “sua eccellenza”. «Apologia di fascismo», disse il giorno dopo Tambellini, denunciando pubblicamente l’episodio e riscuotendo numerosi attestati di solidarietà. E proprio per questa ipotesi di reato il sostituto procuratore Salvatore Giannino aprì un fascicolo. Le successive indagini condotte dal dirigente della Digos Leonardo Leone e dai suoi uomini hanno permesso di accertare che la sera del 21 novembre tre dei quattro indagati (Cabras non c’era) si trovavano nei pressi dell’abitazione del sindaco. A tradirli sarebbero stati i telefoni cellulari, agganciati a una cella che copre quella zona. Ieri mattina gli uomini della Digos hanno effettuato un blitz nelle abitazioni dei quattro indagati sparse tra Lucca, Altopascio, Viareggio e Massa. «Le perquisizioni hanno consentito di acquisire ulteriore materiale probatorio a supporto dell’ipotesi di reato attribuita ai quattro militanti di Forza Nuova, deferiti all’autorità giudiziaria, in concorso, per il reato di apologia del fascismo», recita una nota della questura.

Gli investigatori hanno acquisito computer, cellulari e altri supporti informatici che ora saranno passati al setaccio per cercare fotografie, messaggi e altro materiale utile a certificare la responsabilità dei quattro in quell’azione. Ma la procura è convinta di avere in mano già sufficienti elementi. E del resto alcuni indagati rivendicarono immediatamente il gesto, che faceva seguito alla decisione del Comune di concedere la “cittadinanza simbolica” a 38 bambini nati a Lucca da genitori stranieri. Lo striscione fu fotografato dagli stessi autori del blitz e il mattino seguente l’immagine venne diffusa e ampiamente commentata sulle pagine social del partito.

«Abbiamo lasciato un messaggio chiaro e patriota proprio sotto casa del primo cittadino», dichiarava Giovanni Damiani in un post pubblicato sulla pagina di Forza Nuova Lucca il 22 novembre. «È bene che questa classe politicante capisca che gli italiani sono estremamente stufi di loro e della loro amministrazione anti italiana», gli faceva seguito Leonardo Cabras. E proprio quest’ultimo ieri pomeriggio sulla sua pagina da “personaggio politico” ha commentato la notizia delle denunce con un post eloquente: «Indagatemi quanto vi pare: amore e coraggio non sono soggetti a processo».

Una vicenda

inquietante che all’epoca dei fatti fu letta come un tentativo da parte di Forza Nuova di acquistare visibilità in un territorio in cui i voti dell’estrema destra vengono assorbiti principalmente da Casapound, il cui candidato alle ultime elezioni comunali ha preso l’8 per cento.

Fonte: Il Tirreno

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