Capannori Ato Costa:i Comuni Ascit esclusi dal finanziamento non ci stanno e chiedono integrazioni alla Regione

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Capannori –

porta a porta

“Esiste una Toscana a due velocità per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e chi è virtuoso non può essere penalizzato”. È questa la presa di posizione che le amministrazioni comunali di Capannori, Altopascio, Porcari, Villa Basilica e Pescaglia, insieme con Ascit, ente gestore dei rifiuti, assumono nei confronti di Ato Toscana Costa e della Regione, in merito alle delibere regionali 274 e 278 del 20 marzo 2018, con le quali si stanziano cospicui finanziamenti solo nei confronti dei territori che intendono avviare progetti di raccolta “porta a porta” o di prossimità. In questo modo, cioè, restano esclusi tutti quei comuni, a partire da quelli riuniti in Ascit, che negli anni hanno già realizzato e sostenuto, anche economicamente, sistemi di raccolta domiciliare avanzati: una decisione che non è passata inosservata e che ha fatto subito attivare le diverse parti in causa.

“Con Ascit – spiegano l’assessore all’ambiente di Capannori Matteo Francesconi e i sindaci di   Altopascio, Sara D’Ambrosio, Porcari, Leonardo Fornaciari,  Villa Basilica, Giordano Ballini, e Pescaglia, Andrea Bonfanti – abbiamo immediatamente inviato una lettera formale, indirizzata all’Ato Toscana Costa e alla Regione Toscana, per chiedere che le delibere in questione vengano integrate affinché gli ingenti finanziamenti stanziati possano sostenere tutti i soggetti interessati a migliorare la gestione e le performance della propria raccolta differenziata. Negli anni passati abbiamo sostenuto elevati investimenti a nostro carico per strutturare percorsi avanzati di raccolta e gestione dei rifiuti, puntando sempre sull’innovazione, sull’ottimizzazione e sulla qualità, in linea anche con i principi sostenuti dall’Unione europea, soprattutto in tema di economia circolare, rifiuti zero e rispetto dell’ambiente. Restando fuori da questo finanziamento non avremmo quindi la possibilità di procedere con gli altri progetti che già abbiamo in cantiere e questa ci sembra una penalizzazione vera e propria, del tutto inaccettabile. Non si capisce infatti il motivo per cui ad essere premiati siano solo i territori non virtuosi, mentre quelli che si sono attivati in questi anni per migliorare la situazione non godano di alcun incentivo. È giusto sostenere chi è rimasto indietro, ma è altrettanto doveroso investire su chi ha già fatto molto per il bene di tutti. Una posizione, la nostra, condivisa anche da tanti comuni della Costa che negli anni hanno investito nel “porta a porta”, in Versilia, in Lunigiana e in provincia di Pisa”.

In particolare, nella lettera congiunta Ascit-amministrazioni comunali si chiede che tra i progetti finanziabili siano compresi anche quelli sperimentali (come, per esempio, la raccolta spinta dell’olio vegetale esausto, lo sviluppo di compostiere di comunità, la riorganizzazione informatizzata della raccolta per le utenze non domestiche, la riorganizzazione del sistema di raccolta per i prodotti sanitari assorbenti) e non sperimentali (dalla tariffa puntuale ai centri di raccolta), tutti finalizzati a una gestione sempre più virtuosa dei rifiuti urbani.

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