PORCARI Il turismo in provincia di Lucca: in crescita il capoluogo, la Piana e la Versilia. Calano Media Valle e Garfagnana

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LUCCA – Lucca può ben dirsi soddisfatta dell’annata 2017 per quanto concerne arrivi (coloro che non pernottano in strutture regolari) e presenze (coloro che passano almeno una notte nella città) turistiche: i dati, infatti, confermano la tendenza positiva che già si era evidenziata anche nell’anno precedente per tutta la Piana.

 

Sono stati presentati questa mattina a Palazzo Orsetti i dati relativi ai flussi turistici del 2017 dall’assessore Stefano Ragghianti e dai dirigenti comunali Antonio Marino e Giovanni Marchi, nonché dall’amministratrice unica di Itinera, Laura Celli.

 

La Piana di Lucca ha registrato un buon incremento, passando da 291mila 193 arrivi del 2016 a 306mila 129 e per le presenze da 681mila 786 presenze a 693mila 133. Lucca, Altopascio, Capannori, Villa Basilica e Montecarlo hanno registrato un incremento sia di arrivi che di presenze. Unico comune con il segno ‘meno’ è quello di Porcari che passa da 12mila 846 presenze in strutture sia alberghiere che extra-alberghiere a 12mila 10.

Il capoluogo nel 2016 aveva registrato tra presenze alberghiere ed extra-alberghiere 507mila 53 visitatori, mentre quest’anno fa un salto in avanti e si porta a 511mila 459 presenze complessive.

 

«Siamo decisamente soddisfatti – ha detto Ragghiantidella performance turistica avuta dalla città e dal territorio nel corso del 2017. Lucca, con i suoi beni culturali e con i suoi eventi di spessore, dimostra di attrarre interesse da parte dei visitatori italiani e stranieri. In particolare ci fa piacere il risultato ottenuto, in termini di gradimento, dal sistema dei siti culturali che l’amministrazione comunale gestisce direttamente e che siamo impegnati a far crescere ulteriormente e in maniera armonica».

 

NUOVI PARAMETRI – Il Comune di Lucca ha deciso di avvalersi dello studio anche di nuovi parametri per identificare al meglio i flussi turistici. Quindi, non solo la rilevazione dei dati Istat, come è stato finora, bensì anche l’analisi degli accessi agli infopoint del Comune, l’offerta dei posti letto, i ticket per i bus turistici, gli accessi ai siti culturali e gli incassi della tassa di soggiorno. Questa analisi comparata permette al Comune di avere una fotografia più vicina alla realtà della città rispetto ai soli dati Istat che rischiano di non essere specchio fedele. «Bisogna considerare che vi sono molte realtà ‘parallele’ – spiega l’assessore Ragghianti – come, ad esempio l’offerta di posti letto che proviene dai privati e che, in qualche misura, ancora sfugge alle statistiche. Ecco, quindi, che abbiamo individuato questi ulteriori criteri che ci permettono di vedere con maggiore chiarezza la situazione del turismo nel nostro territorio.

 

PAROLA D’ORDINE: PROGRAMMAZIONE – La parola d’ordine del Comune, quindi, è ‘programmazione’. «Questi nuovi parametri – spiega il dirigente Giovanni Marchici permettono di conoscere approfonditamente la situazione lucchese e, quindi, di programmare delle azioni che possano nel medio periodo portare a duraturi dati positivi».

Un dato sicuramente rilevante è quel 15-18% in più di visitatori che hanno registrato i siti culturali lucchesi: «Per Lucca il turismo è per forza legato alla cultura e i dati relativi agli accessi a siti come le Torri Guinigi e Delle Ore, l’Orto Botanico, la Casa Natale Puccini e il museo della Via Francigena, sono fondamentali per comprendere cosa il turista cerca quando viene in una città come Lucca», sottolinea l’altro dirigente Antonio Marino.

 

LUCCA PIACE AGLI ITALIANI – Anche Itinera ha raccolto dati interessanti per fotografare il turista che si avvicina alla città di Lucca. Il numero più alto lo registrano gli italiani che arrivano a Lucca in 31mila 216 ‘singoli’ e in 100mila 551 per quanto riguarda i gruppi. A seguire ci sono i tedeschi, gli inglesi, i francesi, gli olandesi, gli austriaci, gli spagnoli, gli americani, gli australiani e i giapponesi. Si può dire, quindi, per esempio che Lucca non sia ancora stata scoperta dai cinesi.

Anche per quello che concerne i bus, il numero più alto è italiano (2mila 349), seguiti dai tedeschi (1190), inglesi (408), francesi (549), olandesi (343), austriaci (331), spagnoli (238), americani (359), austriaci (41) e giapponesi (12).

 

TASSA DI SOGGIORNO – Nel 2017, la Tassa di soggiorno ha fruttato 747mila 333 euro, a fronte dei 679mila 210 dell’anno precedente. «Abbiamo già destinato la tassa di soggiorno per migliorare l’offerta turistica e continueremo su questa strada, usandola per migliorare la promozione della città e degli eventi che ospita», commenta l’assessore Ragghianti.

 

MEDIAVALLE E GARFAGNANA ‘MAGLIA NERA’ TURISTICA – Se Lucca e la Piana possono dirsi soddisfatte dei dati relativi al 2018, non così la Garfagnana e ancor più la Media Valle del Serchio. Qua infatti i dati evidenziano un calo un po’ su tutti i fronti. In realtà la Garfagnana ha riportato un dato positivo per quanto riguarda gli arrivi che si sono attestati a 39mila 765, notevolmente migliore di quello del 2017 che si era fermato a 34mila 805, mentre le presenze sono in aumento rispetto al 2016 ma in calo se si paragonano al 2015 e cioè si attestano a 135mila 577, a fronte delle 131mila 110 dell’anno precedente inferiori però alle 137mila 864 del 2015.

Diverso è lo scenario in Mediavalle del Serchio, dove, dopo un buon risultato nel 2016, si è tornati a livelli del 2015: nel 2017 gli arrivi sono infatti stati 48mila 862, a fronte dei 45mila 264 del 2016 e dei 48mila 231; le presenze, invece, sono state 171mila 143, in netto calo rispetto al 2016 quando il dato si era attestato a 185mila 730 ma in linea con il 2015 con 171mila 957.

 

LA VERSILIA – La Versilia, invece, dimostra un trend in costante crescita. Una crescita che non si può definire exploit, ma che dimostra come ci sia stata un’inversione di tendenza che sta portando la Versilia ad attirare sempre più persone sul proprio territorio. Nel 2017, infatti, gli arrivi sono stati 638mila 563 (613mila 38 nel 2016) e le presenze  2 milioni 593mila 266 (2 milioni 513mila 142 l’anno precedente). Il momento di ‘forza’ è sicuramente l’estate, ma è anche evidente che la lotta all’abusivismo ricettivo sta dando i propri frutti e le presenze vengono censite in maniera più puntuale rispetto al passato.

 

GLI SCENARI TURISTICI – A Lucca e nella Piana, secondo il Comune, è prioritario realizzare una politica che, da una parte, guardi al medio periodo, ma dall’altra è importante realizzare degli accordi con le principali piattaforme turistiche, finalizzate a rendere strutturale anche quel tipo di ricezione, facendo in modo che non crei delle zone d’ombra. «Siamo molto vicini a concretizzare un accordo con AirBnB per far sì che anche chi sfrutta questa piattaforma venga censito e paghi la tassa di soggiorno. La speranza è che anche altre piattaforme adottino la stessa politica in modo da poter avere un quadro sempre più chiaro», sottolinea Ragghianti.

Fonte: Lo Schermo

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