[ALTOPASCIO] Un'isola ecologica al posto dell'ex inceneritore

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ALTOPASCIO. Là dove un tempo venivano bruciati i rifiuti, presto sorgerà uno dei pilastri della raccolta differenziata, del riciclo e del riuso: l’isola ecologica, attualmente assente ad Altopascio e molto attesa dalla cittadinanza.


Sono infatti iniziati i lavori per la demolizione dell’ex inceneritore in località Cerro, a Badia Pozzeveri, un mostro di cemento e lamiere, dismesso e abbandonato, che da decenni deturpa il paesaggio circostante. Ora, dopo annunci e progetti rimasti solo sulla carta, si parte: la ditta vincitrice della gara pubblica seguirà un cronoprogramma serrato che, nel giro di qualche mese, porterà al completo smantellamento della struttura per un importo totale di quasi 150mila euro (148.153 per la precisione). Verrà recuperato il materiale riciclabile, che sarà vagliato e frantumato, mentre gli scarti non utilizzabili saranno trasportati in discarica. Il materiale riciclato, invece, dopo essere stato accantonato in un primo momento all’interno dell’area, verrà impiegato per la realizzazione di una parte della futura isola ecologica.


I lavori sono stati presentati sabato mattina in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio, l’assessore ai lavori pubblici e all’ambiente, Daniel Toci, e Maurizio Gatti e Roger Bizzarri, rispettivamente presidente e direttore di Ascit.


«La data di oggi è particolarmente simbolica – commenta il sindaco – due anni fa vincevamo le elezioni e con il nostro insediamento in Comune determinavamo l’inizio di quello che io definisco un cambio di rotta chiaro nella guida del paese. Oggi siamo qui per presentare l’inizio dei lavori di demolizione dell’ex inceneritore, di quella struttura, cioè, che ad Altopascio sembrava inamovibile e indistruttibile: destinata a restare qui per sempre. Avevamo inserito questo progetto anche nel programma elettorale, perché per noi è sempre stato prioritario andare a costruire l’isola ecologica in questa area, che rappresenta anche una delle porte di accesso al paese, risulta ben servita per quanto riguarda la viabilità, si trova in una zona che non crea particolari disagi alla popolazione e non deturpa il paesaggio e il patrimonio storico-artistico. Per noi, soprattutto, è prioritario garantire agli altopascesi il servizio dell’isola ecologica: un tassello importante di quella battaglia più ampia che conduciamo da due anni contro la pratica incivile e intollerabile dell’abbandono dei rifiuti sul territorio, oltre che un passo decisivo verso la strategia Rifiuti zero di cui Altopascio deve al più presto entrare a fare parte».


Parole sottolineate anche dall’assessore Toci. «Con l’isola ecologica garantiamo un servizio importante per i cittadini altopascesi, che potranno utilizzarla per conferire le categorie di rifiuti per le quali non è prevista la raccolta porta a porta o nella quale potranno portare il materiale ingombrante da dismettere. Nel giro di qualche mese saranno terminati i lavori di demolizione, nel 2019 si procederà alla realizzazione dell’isola ecologica vera e propria. Altopascio va verso il futuro, con un impegno sempre maggiore rispetto alle tematiche ambientali, del riciclo e del riuso».


«Le risorse necessarie per la costruzione dell’isola ecologica di Altopascio sono già disponibili e inserite nel budget 2018 – afferma il presidente di Ascit, Maurizio Gatti – Dalla fine della bonifica dell’area, saranno necessari circa sei mesi per la sua realizzazione. A  oggi si immagina un modello all’aperto, come quello di Salanetti 2. Proprio a Salanetti 2, a Capannori, dovevano recarsi fino ad ora i cittadini di Altopascio per conferire i rifiuti non previsti dal Porta a porta. Generalmente, viene realizzata un’isola ecologica ogni 10mila abitanti: anche per questo, Altopascio aveva bisogno del suo impianto per andare incontro alle esigenze degli utenti. È importante poter contare su un centro di raccolta di prossimità perché integra il sistema della differenziata porta a porta e facilita il comportamento virtuoso degli utenti contro l’abbandono e in favore del recupero delle risorse».


Il cronoprogramma  dei lavori. Attualmente la struttura del “Cerro” si presenta come un immobile fatiscente, con parti instabili come la canna fumaria. La demolizione vera e propria sarà preceduta da una serie di azioni preliminari quali la pulizia dell’area adiacente il fabbricato attraverso l’eliminazione di rovi e la rimozione dei rifiuti (raccolta, cernita e suddivisione dei rifiuti e del materiale di scarto presente, scarti in pelle, bidoni, tubazioni). Si procederà poi alla rimozione dei rifiuti presenti nelle vasche di raccolta all’interno del fabbricato, fino a un metro di profondità. Dopodiché sarà la volta della rimozione della tettoia a copertura della terrazza, della rampa dell’inceneritore, della passerella, della scala metallica posta sul retro del fabbricato, del cassone, della canna fumaria (le lavorazioni verranno svolte da un’altezza di 6-7 metri e andranno eseguite mediante scomposizione in conci dall’alto verso il basso attraverso una gru e piattaforma area con cestello) e del filtro, del forno e dei rifiuti presenti nella vasca di raccolta dell’inceneritore (questa è una delle fasi che richiederà più tempo). Seguirà poi la pulizia dei locali con l’eliminazione delle sovrastrutture presenti, dagli impianti elettrici agli apparati. Una volta conclusa questa fase, sarà effettuata la demolizione della struttura in cemento armato del fabbricato, l’inceneritore vero e proprio, che comporterà un mese di lavoro. È durante questa fase che verrà selezionato

il materiale raccolto, per accantonare quello riciclabile, così da poterlo riutilizzare per la costruzione dell’isola ecologica. Al termine dei lavori di demolizione e pulizia sono infine previste opere per la delimitazione e la chiusura dell’area con paletti e rete metallica.

 

Fonte: Il Tirreno

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