[ALTOPASCIO] Chiuso il Mercatone, un appello dei dipendenti

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LUCCA. Tra scaffali e corridoi ormai semivuoti ieri si è consumata l’ultima giornata di attività del centro commerciale Mercatone Uno, che a pochi giorni di distanza da quello di Altopascio, ha abbassato la saracinesca. Per l’ultima volta con quel nome.

Anche l’ambiente, in questa situazione, contribuiva a far crescere la tristezza. Non bastasse quella, ancor più pesante, per l’annunciata perdita di posti di lavoro (su 42 dipendenti nel negozio di Lucca sono solo 15, al momento, quelli che resteranno).

«Quello che dovrebbe riaprire lì – spiega Massimiliano Bindocci sindacalista della Uiltucs, che ha seguito la vicenda – è un negozio a insegna Globo con circa un terzo del personale. Mercatone ha rappresentato a Lucca un negozio di mobili importante, ma la fine che alcuni imprenditori gli hanno fatto fare la pagheranno alcuni creditori e molti lavoratori. Mentre Altopascio ha chiuso al pubblico già da oltre una settimana. La trattativa con il nuovo acquirente entrerà nel vivo il 22 e il 29 giugno. Probabilmente prima di vedere una riapertura potrebbe passare anche un anno, e molte sono le domande. Quanti continueranno a lavorare? Come (vorremmo criteri oggettivi) saranno scelti? Quando? E cosa succederà a chi non verrà preso? Si è chiesto un interessamento della politica a livello regionale e nazionale. I lavoratori di Lucca hanno organizzato un piccolo presidio distribuendo un volantino. Come Uiltucs e Uil patrociniamo l’iniziativa, anche se non abbiamo capito perché su Lucca non siamo riusciti a fare iniziative di resistenza come a Colle Val d’Elsa e come ad Altopascio in un primo momento. La vertenza continua e la posta in palio per il personale Mercatone è alta: il posto di lavoro».

Agli ultimi clienti che hanno varcato la soglia del Mercatone Uno di Lucca hanno distruibuito un volantino: «Ci sentiamo – vi si legge – in dovere di ringraziare tutti i clienti che, in tanti anni, sono stati la nostra forza contribuendo a far si che il nostro lavoro ed il nostro impegno quotidiano, oltre a soddisfare le loro esigenze, hanno dato a tutti noi la possibilità di vivere una vita dignitosa. Purtroppo la nostra amata azienda è fallita per motivi che, certamente, non sono dipesi da noi dipendenti e, per questo, non ci sentiamo dei falliti. Noi tutti, anche a nome delle nostre famiglie, vi ringraziamo

di cuore. E vi chiediamo di sostenerci nella nostra lotta per poter continuare a lavorare».

Presenti ieri a dare la propria solidarietà ai lavoratori anche il consigliere regionale dei Cinque Stelle Bianchi e i consiglieri comunali Guidotti (Pd) e Di Vito (SiAmo Lucca).

Fonte: Il Tirreno

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