PORCARI Rigettato il ricorso presentato da Eurosak dopo il crac del 2011 – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

Porcari. Una battaglia legale durata sette anni che si è conclusa di fronte alla prima sezione civile della Corte di Cassazione con la vittoria del Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai) in relazione al crac della Eurosak Imballaggi Industriali di Porcari condannato a pagare 7800 euro di spese legali.

Il caso Eurosak risale al marzo 2011 quando l’azienda propose un concordato preventivo che prevedeva quattro classi di creditori chirografari. La proposta fu approvata dalla maggioranza dei creditori, ma non dal Conai che si opponeva all’omologazione dei giudici del tribunale asserendo che la natura dei propri crediti era di carattere privilegiato e non chirografario. Il tribunale rifiutò l’omologazione e dichiarò il fallimento Eurosak. La Corte d’Appello di Firenze nel maggio 2012 accolse il reclamo Eurosak: omologò il concordato e revocò il fallimento. Ma la Cassazione nel 2013, accogliendo i motivi del ricorso Conai, riconobbe di nuovo il privilegio Iva, negato dalla sentenza della Corte d’Appello. Il fascicolo venne di nuovo inviato in un’altra sezione della Corte d’Appello che con sentenza del luglio 2014 rigettò il reclamo di Eurosak avverso alla sentenza del tribunale fallimentare di Lucca. La Corte ritenne che l’entita del credito privilegiato comportasse un aggravio del fabbisogno concordatario di 95mila

euro e di 233mila euro per gli altri creditori. Avverso a questa sentenza ecco il nuovo ricorso Eurosak. Per i giudici della Suprema Corte i motivi d’appello sono infondati e inammissibili. Per questo ha rigettato il ricorso ponendo fine ad una vicenda che fece a lungo discutere. —

Fonte: Il Tirreno

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