PORCARI La Provincia invia al Ministero il censimento dei ponti e avvia il confronto con i sindaci: servono interventi per 35 milioni di euro su tutto il territorio

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LUCCA – Oltre 450 infrastrutture tra ponti ‘rilevanti’, viadotti, ponticelli e attraversamenti minori, dislocati sui 650 km di strade di competenza della Provincia di Lucca, comprese alcune arterie regionali assegnate all’ente di Palazzo Ducale, per i quali servirebbero al momento 35 milioni di euro di interventi in gran parte solo per le verifiche tecniche.

 

E’ il censimento aggiornato redatto dall’amministrazione provinciale inviato in questi giorni al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti così come da richiesta dello stesso dicastero a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova del 14 agosto scorso.

 

Il monitoraggio – inviato anche alla Regione Toscana, all’Upi e all’Anci – riguarda lo stato di conservazione delle opere dei manufatti con una luce superiore ai 3 metri.

 

«Si tratta – spiega il presidente della Provincia Luca Menesinidi un primo censimento reso possibile grazie ai dati già in possesso dell’ente che, anche in virtù dei tempi ristretti concessi alle varie amministrazioni, sarà integrato e aggiornato successivamente dopo le ulteriori verifiche sulle varie infrastrutture che richiedono tempi adeguati e che trova pieno senso nell’intesa sottoscritta nei giorni scorsi a Firenze con Regione, Upi Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Anci Toscana che ha l’obiettivo di implementare il sistema di verifica e monitoraggio delle opere di attraversamento viario in capo ai vari enti territoriali. Certo, ad una richiesta così pressante da parte del Ministero ci si dovrebbe aspettare anche una risposta in termini di risorse economiche messe a disposizione degli enti locali per mettere in sicurezza e adeguare i ponti, piccoli o grandi, che fanno parte della viabilità locale. Mi auguro che il Governo si metta le mani in tasca perché altrimenti il censimento risulta fine a se stesso. I soldi versati dai lucchesi e dai versiliesi con i tributi locali devono restare sul territorio».

 

 

Per quanto riguarda il metodo adottato la Provincia, nel lungo elenco trasmesso, sono stati evidenziati, tra gli altri, i manufatti ritenuti “rilevanti”, ossia ponti realizzati secondo tipologie costruttive particolari, o ponti con una o più campate con luce notevole, ponti di interesse storico-monumentale, o infrastrutture, viadotti o attraversamenti che, rispetto ad una pianificazione delle emergenze, risultano strategici perché non è presente in loco un’adeguata viabilità alternativa e pertanto eventuali dissesti determinerebbero situazioni di isolamento o, comunque, di forte disagio.

 

I manufatti rientranti nella categoria ritenuta rilevante meritano, ancor prima di poter effettuare una stima effettiva delle opere di messa in sicurezza, una verifica strutturale approfondita e pertanto l’importo stimato associato a tali opere attiene, in molti casi, solo all’affidamento di un incarico professionale per la valutazione di rispondenza delle opere ai carichi verticali e sismici.

 

Tra i ponti rilevanti segnalati dall’ente di Palazzo Ducale sono presenti quattro opere per le quali la Provincia è già in possesso delle valutazioni tecniche, per le quali viene fornita una stima delle opere di adeguamento e ricostruzione.

Si tratta del Ponte Attilio Vergai sulla strada provinciale n. 48 di Villa Collemandina per il quale è stato stimato un intervento di 600mila euro; del Ponte della Tambura sulla sp 50 (Vagli di Sotto) per il quale è stato stimato un intervento di demolizione e ricostruzione (costo 2,5 milioni di euro); del Ponte di Sant’Ansano a Ponte a Moriano sulla sp n. 2 Lodovica (comune di Lucca) dove si prevede un investimento di 2 milioni di euro; e del cavalcavia di Querceta (sulla sp n. 9 di Marina nel comune di Seravezza) per il quale è stato stimato un intervento di consolidamento da 2 milioni di euro.

 

Le altre strutture rilevanti sono inoltre, in zona Lucca, il ponte di Monte S. Quirico sulla sp 1 Francigena (800mila euro per verifiche tecniche ed eventuali lavori); il ponte di Ponte S.Pietrosulla sr 439 Sarzanese-Valdera (800mila euro per verifiche e rifacimento giunti e piano viabile); il ponte sulla Freddana sempre a Monte S. Quirico (350mila euro per verifiche e sostituzione giunti); poi il ponte sul torrente Lucese a Nocchi (Camaiore) 300mila euro per verifica struttura e pulizia alveo.

 

Il sottopasso della Fragasulla sp 29 di Marlia a Capannori (300mila euro per ripristino cemento armato e impermeabilizzazione fosso); il Ponte sul Pescia di Collodi sulla sp 35 di Villa Basilica (300mila euro); il ponte sul Fossanuova in località Ginesi sulla sp 61 variante di Porcari (100mila euro); il cavalcaferrovia a Paganico sulla sp 74 del Frizzone (300mila euro).

 

Inoltre il viadotto sul torrente Castiglione sulla variante di Castelnuovo (Srt 445 della Garfagnana) che necessita di verifiche tecniche (20mila euro); il ponte Piastrella-Poggio, sempre sulla sr 445 della Garfagnana, che necessita di messa in sicurezza della pavimentazione e delle barriere (600mila euro); il viadotto sul fosso Calcinaia 1 (variante di Camporgiano sulla sr 445) per il quale sono necessarie verifiche della struttura (40mila euro); il viadotto sul fosso Calcinaia 2 (sempre variante di Camporgiano sulla sr 445) per il quale si chiede la pulizia dell’alveo, la difesa spondale e messa in sicurezza della sottofondazione (100mila euro di interventi); i viadotti Acquartondo e S. Donnino sulla variante di S. Donnino (sr 445): 200mila euro per verifiche sulle struttura; il ponte in località Borgo Sala (Piazza al Serchio) sulla sr 445 per il quale sono richiesti 350mila euro per riqualifiazione e messa in sicurezza; il ponte nuovo sulla Pedogna a Diecimo (Borgo a Mozzano) per verifiche (350mila euro) a cui si affianca il ponte vecchio sulla Pedogna (direzione Pescaglia) 600mila euro; il cavalcaferrovia a Borgo a Mozzano per verifiche tecniche e rifacimento giunti (600mila euro); il ponte Lombardini a Barga (100mila euro per ripristino cemento armato e rifacimento parapetti); il Ponte delle Catene sulla sp 19 a Fornoli (Bagni di Lucca) 200mila euro per l’impalcato in legno; il ponte sul Serchio di Calavorno sulla sp 21 a Calavorno, 800mila euro per adeguamento della struttura e dei parapetti; il ponte sulla sp 40 Gallicano-Mologno in Valle del Serchio, 1,5 milioni di euro per la messa in sicurezza; il ponte di Ceserana sulla sp 46 di Fosciandora (300mila euro); la passerella di Ponte all’Ania (Turritecava -Pian di Coreglia) 50mila euro per verifiche tecniche; la passerella di Bolognana sulla sp 58, 800mila euro di lavori; il ponte Pari sulla sp 73 a Borgo a Mozzano sul fiume Serchio (500mila euro); il ponte di Fornaci sulla sp 75 altri 500mila euro; il ponte sulla Lima a Chifenti sulla sr 445 (250mila euro); stessa cifra per il Bocca di Fegana sul torrente Fegana; 50mila euro per il Ponte di Campia sul fiume Serchio sulla sr 445 della Garfagnana; sul ponte Carbonile sempre sulla 445 (100mila euro) che attraversa Serchio e linea fs.

 

Da segnalare che la cifra complessiva indicata in fondo alle tabelle trasmesse al ministero (comprensive quindi di ponti rilevanti e altre opere minori) sfiora i 35 milioni di euro – cifra del tutto indicativa – perché si tratta, come già accennato in precedenza, solo per alcune delle opere citate di risorse destinate ai lavori effettivi, mentre in larga parte di tratta di finanziamenti destinati agli incarichi professionali e alle verifiche sui manufatti.

Alla luce dei risultati del censimento la Provincia dalla prossima settimana avvierà un confronto con i sindaci del territorio.

Fonte: Lo Schermo

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