[ALTOPASCIO] Lotta al fuoco: il racconto di chi agisce in prima linea

da
Advertising

C’è chi fa l’operaio, chi l’insegnante, chi l’impiegato. Poi, quando l’emergenza chiama indossano la tuta rossa dei volontari del gruppo anti incendio. Sono gli eroi del fuoco, quelli che rischiano la vita nei boschi in fiamme, in una fondamentale azione a tutela delle persone e dell’ambiente.

Uno di loro è Paolo Rugani, 59 anni, ex dipendente della Telecom da pochi mesi in pensione, presidente del Gav, il gruppo volontari anti incendio di Vorno, una delle storiche e più importanti associazioni di protezione civile, impegnata nella prevenzione e spegnimento degli incendi. C’era anche lui l’altra notte nei boschi del Compitese per domare il rogo divampato alle pendici del monte Serra, molto probabilmente per mano di un piromane. Un incendio che si è “mangiato” oltre dieci ettari di vegetazione.

«Siamo stati contattati alle 21.15 dalla sala operativa e siamo entrati in campo con 12 volontari, insieme alle squadre della Vab e della Misericordia di Montecarlo, sul versante delle Parole d’Oro – racconta Rugani – abbiamo lavorato tutta la notte fino alle 9 del giorno dopo, con motoseghe e pennati per limitare i danni e preparare il terreno all’arrivo dei Canadair». L’associazione è nata nel 1991 («Dopo un gigantesco incendio che dal Monte Serra arrivò fino al versante pisano») e conta su 46 volontari, uomini e donne tra i 23 e 40 anni.

«Un po’ di ricambio c’è stato – prosegue Rugani – ma abbiamo bisogno di nuove forze per operare in un territorio ampio che va da Lucca a Capannori fino alla Versilia. E in caso di grossi incendi siamo precettati anche da fuori provincia». Un lavoro, il loro, spesso poco riconosciuto, di persone che dopo le ore di lavoro dedicano anima e corpo a spegnere incendi: «È un’attività pericolosa, perché dove non arriviamo con i mezzi dobbiamo andare a piedi, affrontando fiamme alte e saliscendi, ma la nostra è una missione e facciamo tutto questo gratuitamente. Dal 2013 abbiamo una squadra in reperibilità e nel periodo estivo pattugliamo i Monti Pisani e le altre zone di nostra competenza».

Proprio quel Compitese che negli ultimi anni è stato colpito da incendi devastanti: «Purtroppo ogni estate qui si verificano roghi ma, sempre più spesso, anche tra Montecarlo e Altopascio. È calato però il numero di ettari bruciati grazie a interventi sempre più tempestivi e professionali».

I volontari escono dal Centro addestramento antincendio boschivo regionale di Monticiano, che ogni anno forma migliaia di volontari e operai forestali, tra analisi delle cartografie, bonifiche e uscite nel bosco: «Siamo una delle 135 sezioni dell’Aib che fa capo al Coordinamento volontariato toscano, con più di 4mila volontari e 700 automezzi. Una macchina operativa complessa ma ben organizzata. Ormai siamo abituati a stare nel fuoco e da ogni rogo impari sempre qualcosa di nuovo e ti senti utile». Ma prima di spegnerli gli incendi si cerca di prevenirli. «Dalla pulizia dei boschi, per ricavare corridoi liberi in cui operare

in sicurezza in caso di incendi, ai divieti di abbruciamenti. Bisogna puntare sulla prevenzione, e insegnare nelle scuole una maggiore cultura del rispetto della natura e delle leggi. Perché ci sono gli imbecilli che danno fuoco ai boschi ma anche incendi causati da imperizia». —

Fonte: Il Tirreno

Advertising