PORCARI Al Liceo Artistico scuole a confronto sul progetto “Inclusione e Lotta al disagio”

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LUCCA – Non succede spesso che scuole di diverso ordine e grado si incontrino per condividere il lavoro fatto su un tema comune. E’successo oggi pomeriggio, 18 ottobre, nell’Auditorium S.Agostino del Liceo Artistico Musicale. Hanno risposto alla call del Liceo Artistico, che ha organizzato l’incontro con il supporto dell’Ufficio Scolastico Territoriale, cinque Istituti Comprensivi (Don Lorenzo Milani di Viareggio, Massarosa 1, G.Puccini di Pescaglia, Giorgio Gaber di Lido di Camaiore e l’I.C. Porcari) e due Istituti di secondo grado (I.S.I. S.Pertini e I.S.I. C.Piaggia di Viareggio).

 

 

La Dirigente della scuola ospitante, prof.ssa Maria Pia Mencacci, e la rappresentante dell’UST , prof.ssa Monica Mariti, hanno chiarito lo scopo dell’incontro: condividere le esperienze fatte riguardo ad un tema importante come l’inclusione degli studenti più fragili, ma anche creare una rete di supporto reciproco fra le scuole che realizzano i progetti PON.

 

Ma cosa sono i PON? Per i non addetti ai lavori, il Piano Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” (2014/2020) finanzia, con fondi europei, lo sviluppo e il miglioramento delle scuole, sia per quanto riguarda le attività didattiche che per l’acquisto di attrezzature. I finanziamenti, però, non vengono erogati “a pioggia”: le scuole devono concorrere con i loro progetti ai bandi indetti dal MIUR.

 

Il PON “Inclusione e Lotta al disagio” chiedeva ai docenti di realizzare moduli di 30 ore pomeridiane, in cui lavorare sui problemi dell’apprendimento, sulla fragilità emotiva, sullo svantaggio socio-culturale degli alunni, per far diventare l’ambiente scolastico un luogo di crescita per tutti, non uno escluso. Chiedeva, inoltre, di aprire le scuole al territorio, specialmente nelle zone più disagiate.

 

La prof.ssa Patrizia Favati, referente dei progetti PON del Liceo Artistico, ha fatto una sintesi delle esperienze realizzate dagli Istituti partecipanti, dando poi la parola ai docenti. A fronte di alcune criticità (inserire il lavoro svolto nella piattaforma del ministero, piuttosto complessa, mantenere un congruo numero di presenze degli alunni), le scuole hanno messo in evidenza un numero assai maggiore di aspetti positivi.

 

 

Grazie ai finanziamenti, è stato possibile sviluppare interventi mirati  a seconda delle difficoltà dei ragazzi. Oltre al consolidamento delle abilità di base (Italiano,  Lingua straniera e Matematica), i docenti hanno utilizzato Teatro, Musica e Sport per dare l’opportunità ai ragazzi di dimostrare le proprie capacità , al di là delle prestazioni scolastiche disciplinari. Didattica laboratoriale, lavoro in gruppo, compiti di realtà, ambienti di apprendimento diversi dall’aula hanno  raggiunto risultati insperati, specialmente con gli studenti a rischio dispersione. Alcuni esempi.  L’I.C. Massarosa 1 ha scelto il Baskin (Basket insieme) in cui ragazzi anche con gravi disabilità hanno imparato il basket giocandolo insieme a compagni normodotati. In questo modo lo sport, che di solito insegna la competizione, è diventato un laboratorio sociale. Sempre nell’ottica di uno sport per tutti, il Liceo Artistico ha reso più accattivante la pallavolo  grazie alle interviste fatte alle giocatrici della squadra ASD Nottolini e partecipando, come spettatori, ad una partita di serie B. Il  successo “scolastico” si può misurare quando bambini introversi  o adolescenti con pochissima autostima si trovano su un palco a recitare. E’ successo agli studenti dell’I.C.Porcari, che hanno messo in scena un musical in piazza o a Massarosa con i giochi circensi . Si può poi cercare di fare emergere e “curare” i problemi familiari o personali anche nei bambini della scuola primaria, leggendo “fiabe sociali”, inventando storie proprie e drammatizzandole, questa è stata l’esperienza dell’I.C.Gaber.

 

 

Un altro aspetto estremamente positivo è stato creare reti di collaborazioni con enti e associazioni presenti sul territorio, oppure creare un “servizio” per la cittadinanza dove non c’è. A Pescaglia, un piccolo paese delle Apuane, la scuola è diventato un punto di riferimento per la comunità, organizzando un modulo di alfabetizzazione informatica per i genitori , portando i bambini in piscina nei comuni limitrofi, potendo finanziare il noleggio di pulmini. Il senso di appartenenza ad una comunità è stato l’obiettivo dell’I.C. Don Milani, dove i  bambini di 4^ e 5^ elementare hanno restaurato i libri della biblioteca scolastica, li hanno catalogati e inseriti sul sito della scuola, sostituendo  la biblioteca di quartiere chiusa per mancanza di fondi.

 

Per imparare a conoscere e amare il proprio territorio,  alcune scuole hanno scelto moduli di Educazione Ambientale legati alla canoa o all’orienteering, mentre gli studenti dell’I.S.I. Piaggia, nel modulo di fotografia, hanno cercato foto storiche di Viareggio e fotografato quelle stesse piazze e vie, oggi. Al Pertini i ragazzi, opportunamente formati da esperti, hanno fatto le guide turistiche durante l’apertura di vari monumenti nella giornata del F.A.I.

 

Questo e molto altro è stato raccontato durante l’incontro. A dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la scuola è, oggi, l’unica agenzia formativa in grado di educare e trasmettere quei valori che fanno dei bambini e degli adolescenti di oggi, i futuri cittadini di domani, nel senso pieno e vero del termine.

Fonte: Lo Schermo

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