PORCARI Scontro sulla via del Brennero: muore 48enne padre di una bambina – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –


LUCCA. Marino Nelli, 48 anni, abitava in una casa gialla a San Pietro a Vico e in tanti gli volevano bene. Ieri mattina si è svegliato all’alba, ha dato un bacio alla moglie Francesca e alla figlia di 7 anni che ancora dormiva, ed è uscito per sempre dalle loro vite. È salito sulla sua Fiat Punto per andare a fare il turno alla cartiera Sca Packaging di Porcari: doveva finire alle 14 per poi partecipare a un raduno di podisti al Villaggio del Fanciullo. Ma non è mai arrivato né lì né al lavoro.

Non sono ancora le 6, Marino imbocca la vicina via del Brennero, a pochi metri dal Gas Auto, nel momento in cui sopraggiunge una Golf bianca guidata da un 34enne di Barga. Cosa succeda in quell’incrocio di auto e destini non è dato saperlo. Fatto sta che la Punto viene centrata in pieno dalla Golf: una botta tremenda che sbalza la vettura dell’operaio a diversi metri di distanza. Il fragore dell’incidente desta i residenti e scatta l’allarme. Il 118 invia sul posto tre ambulanze: Croce Verde di Ponte a Moriano, Croce Rossa di Lucca e Misericordia di Lucca. Il conducente della Volkswagen, è contuso e sotto choc, ma non è in pericolo di vita. Disperate, invece, appaiono le condizioni di Nelli: il 48enne è privo di coscienza. Viene trasportato al San Luca in codice rosso e ricoverato nel reparto di Rianimazione. Sul posto, intanto, interviene la polizia stradale che si occupa dei rilievi.

Ma torniamo a Marino e al suo calvario: in ospedale i medici si rendono subito conto che c’è poco da fare. Il colpo subito alla testa ha azzerato l’attività cerebrale. Come previsto dalla legge in casi del genere, viene convocata la Cam, la Commissione accertamento morte. È formata da un rianimatore, da un neurologo e da un medico legale: durante un periodo di sei ore queste tre figure devono eseguire una serie di verifiche sul paziente. Se gli accertamenti a cui viene sottoposto danno tutti esito negativo (assenza di respirazione spontanea, assenza di riflessi del tronco encefalico, ecc.) il paziente viene dichiarato clinicamente morto e il decesso viene formalmente fatto risalire a sei ore prima, ovvero al momento in cui si è avviata la procedura di accertamento. A quel punto si staccano i macchinari e il suo cuore cessa di battere. Nel caso di Marino Nelli il tempo di osservazione inizia alle 15 e termina alle 21, tra lo sgomento dei suoi parenti, ancora increduli.

A quell’ora fatale, sempre seguendo i dettami della legge italiana, Nelli viene portato in sala operatoria per l’espianto degli organi che vengono donati. Proprio adesso, mentre state leggendo il giornale, ci sono dei pazienti toscani che sono sotto i ferri per ricevere un po’ di vita dal povero Marino, il cui cuore continuerà a battere nel petto di qualcun altro, ad appena 24 ore distanza. Magra consolazione per la famiglia del 48enne, sconvolta dalla tragedia.


Originario di Ponte a Moriano, dove ancora vivono i genitori,

Marino si era trasferito a San Pietro a Vico con la moglie Francesca Barsotti, ragioniera, quando si sono sposati. Insieme hanno avuto una splendida bambina che proprio in questi giorni compirà gli anni. Il compleanno più triste. Sgomenta anche la sorella Rita Nelli, consigliera comunale.

Fonte: Il Tirreno

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