PORCARI Vicesindaco Fanucchi: l’intervento sulla situazione del reparto di Medicina dello Sport dell’ospedale di Lucca

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PORCARI – Il vicesindaco e assessore Franco Fanucchi, prendendo spunto dalla vicenda della persona cardiopatica che non ha potuto effettuare il test al ciclo ergometro, interviene sulla situazione al reparto di Medicina dello Sport dell’ospedale di Lucca.
“Sono rimasto veramente sorpreso da questa vicenda e mi dispiace molto per questo cittadino. Non so da quale comune provenga, ma, a prescindere dalla provenienza, mi sento in dovere di intervenire come amministratore locale e come sportivo. Niente da eccepire sul fatto del macchinario rotto, può succedere anche se due mesi sono in effetti molti per richiedere il “pezzo mancante”, tuttavia la Cittadella della Salute possiede il reparto medicina dello sport che è attrezzato con diversi ciclo ergometri e non vedo perché il reparto di cardiologia, in attesa della riparazione, non possa temporaneamente appoggiarsi all’ex Campo di Marte per visite cardiologiche urgenti. Io faccio parte di una squadra ciclistica e da vent’anni frequento il reparto di medicina dello sport con tutta la squadra, reparto all’avanguardia sia per quanto riguarda la tipologia di esami e terapie come le onde d’urto per esempio dove c’è una lista d’attesa di nove mesi ma soprattutto per quanto riguarda tutto il personale impiegato, medici e infermieri.

 

In poco tempo – prosegue Fanucchi – la persona cardiopatica avrebbe potuto portare a termine gli esami senza dover procrastinare la visita evitando rischi inutili. Mi sembra che tutto questo dovrebbe rientrare nell’ottica della collaborazione tra reparti nell’unico interesse del paziente. Ho l’impressione, del tutto personale, che il reparto di medicina dello sport, che in passato era una meta fissa di sportivi di ogni genere ma anche di semplici amatori e un vero e proprio riferimento per la provincia di Lucca ma non solo, vada piano piano regredendo; sarebbe un vero peccato per tutti, sportivi e non, solo perchè fare prevenzione è sempre meglio che curare”.

Fonte: Lo Schermo

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