[ALTOPASCIO] Smog, dati choc: possibile stop per 8.000 Euro 3

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LUCCA. Ancora uno stop ai vecchi diesel, ancora polveri sottili oltre i limiti. Ma stavolta non è come le altre. Innanzitutto perché il livello raggiunto dalla centralina Arpat di Capannori raggiunge quota 144 microgrammi per metro cubo – un record. E poi perché potrebbe essere l’ultima a imporre lo stop “solo” al livello dei diesel Euro 2: dal Comune di Lucca arriva infatti la proposta alle altre amministrazioni della Piana, in caso di nuova ordinanza, di includere anche le auto classificate come Euro 3. Inoltre, potrebbero esserci anche delle novità sulla “geografia” delle centraline di rilevazione dello smog gestite dall’Arpat.

I dati

La gravità della situazione è data dai numeri. La centralina di Capannori, in via Carlo Piaggia, è oltre il limite di 50 ininterrottamente a partire dallo scorso 26 dicembre. Nell’ultimo mese sono stati soltanto sette i giorni in regola, nonostante una serie ripetuta di ordinanze per fermare il traffico e l’utilizzo dei caminetti. Ma sono soprattutto gli ultimi due giorni disponibili a preoccupare: sabato 5 il valore è arrivato a 128, il giorno di befana a 144. E questo nonostante che a Lucca fosse in vigore l’ordinanza. Ce n’è abbastanza per far scattare tutti i “campanelli” del sistema regionale, anche perché almeno per la giornata di oggi le condizioni meteo vengono definite “critiche”, cioè con alta pressione e niente pioggia per disperdere le polveri fini.

il provvedimento

Sono così scattate le ordinanze di tutti i Comuni interessati: Lucca, Capannori, Altopascio e Porcari. Per sei giorni, da oggi a domenica 13 compresa, non si potranno accendere gli impianti domestici di riscaldamento alimentati a legna, come i caminetti. Il divieto non si applica nemmeno se la casa è posta a una quota di altitudine di oltre 200 metri. Inoltre dalle 7.30 alle 19.30 i non potranno circolare autovetture diesel e veicoli merci euro 0, euro 1 ed euro 2.

Blocco più esteso

Non c’è, ovviamente, certezza che questa ordinanza possa portare buoni frutti. E se ne dovesse essere necessaria un’altra potrebbero esserci misure più rigide. La normativa regionale, infatti, prevede che si possa arrivare anche all’inserimento degli Euro 3 all’interno delle categorie di veicoli che non possono circolare. E il Comune di Lucca è intenzionato a mettere il tema sul tavolo: «È un tema che intendiamo valutare tutti insieme – spiega l’assessore all’ambiente del Comune di Lucca Francesco Raspini -: se raggiungiamo un’intesa possiamo estendere il blocco agli Euro 3, anche se sappiamo che ci sono altri fattori che incidono su questa situazione come la meteorologia. Ciò non toglie, tuttavia, che i dati che abbiamo sono preoccupanti». Se, il divieto di circolazione dovesse essere esteso ai veicoli Euro 3 a gasolio, questo significherà un blocco per migliaia di automobilisti. Secondo i dati forniti dalla Motorizzazione civile, infatti, nei cinque comuni della Piana (Lucca, Capannori, Montecarlo, Porcari, Altopascio), sono così classificate ben 8.147 vetture, delle quali quasi la metà (3.956) a Lucca.

Le centraline

Le novità non finiscono qui. Nella verifica che la Regione fa ogni anno della rete di monitoraggio potrebbe inserirsi una piccola rivoluzione. Il Comune di Lucca, spiega ancora Raspini, chiederà infatti la possibilità di “sganciare” il comune capoluogo dall’area indicata come “Piana Lucchese” che coinvolge però anche realtà della Valdinievole: oltre a Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari e Montecarlo troviamo infatti Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Monsummano, Montecatini, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese e Uzzano. Alla base di questa richiesta c’è un’analisi dei dati che arrivano dalla centralina di Capannori e da quella di San Concordio, dello stesso tipo ma entrata in funzione solo nel 2016. Ebbene, la qualità dell’aria in quest’ultima è mediamente migliore rispetto a Capannori. In cifre: gli sforamenti a partire dal 1° novembre sono stati solamente 13 contro i 36 di Capannori. Ma, per come è strutturata la rete, la “trasgressione”

di una centralina basta per marchiare tutta l’area. Per questo il Comune di Lucca sta ragionando sulla possibilità di costituirsi come zona a sé, diventando così pienamente autosufficiente sia nel rilevamento dei dati sia nell’adozione di eventuali divieti di circolazione.

 

Fonte: Il Tirreno

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