[NEWS] Lucca… Da bere. Segreti e tradizioni di vini e liquori tipici della lucchesia.

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Dopo una giornata passata a visitare Lucca e le sue meraviglie, non c’è niente di meglio che fermarsi in uno dei tanti ristoranti che servono ottimi piatti della nostra buonissima cucina toscana. Con cosa accompagnare la cena e cosa chiedere come digestivo? Non tutti conoscono questo lato della città. Scopriamo insieme i vini e i liquori tipici di Lucca a cui non possiamo rinunciare durante un tour in città e nei dintorni.

Vini lucchesi: da Montecarlo alla Garfagnana, eccellenze e DOC

Per quanto in Toscana il vino più famoso sia senza dubbio quello prodotto sulle colline a sud della regione, Lucca vanta oltre dieci vini che si sono aggiudicati il marchio DOC. Assaporare un calice di vino lucchese non avrà niente da invidiare agli altri tipi più rinomati. Il clima mite, grazie all’influsso del mare e alla protezione fornita dagli Appennini, rende questa parte della regione ideale per la coltivazione dei vitigni. L’esperienza e la maestria dei cantinieri locali fanno il resto.

Il Vino delle Colline Lucchesi DOC

L’attribuzione del marchio DOC fu inizialmente data al Rosso delle Colline Lucchesi, addirittura nel 1968, e fu una delle prime assegnate in Toscana. Si tratta di un vino dal sapore gradevole, asciutto, morbido e molto caratteristico. Viene prodotto a partire da vitigni Sangiovese, a cui si aggiungono Merlot e altri tipi di uve rosse coltivate localmente. La denominazione DOC si è poi estesa agli altri tipi tradizionalmente prodotti in zona, in particolare:

  • Colline Lucchesi Merlot DOC: in questo caso la percentuale di uve Merlot deve essere superiore all’85%. Ne risulta un vino corposo, secco, di colore rosso rubino;
  • Colline Lucchesi Sangiovese DOC: la percentuale di uve Sangiovese deve essere minimo l’85%. Il risultato è un vino armonico, gradevole al palato, di un bel colore rosso intenso.

Tipica anche la produzione di vini bianchi. Le colline nei dintorni di Lucca sono famose fin dai tempi antichi per la ricchezza e la fertilità dei loro terreni. Già ampiamente coltivate in passato, facevano parte dei possedimenti dei ricchi nobili al tempo della Repubblica di Lucca.

Si sono così sviluppati, per soddisfare i palati più esigenti:

  • Vino Bianco delle Colline Lucchesi DOC: un vino ottenuto da uvaggi bianchi misti, con maggioranza di Trebbiano. Risulta essere un vino molto delicato, dal colore giallo paglierino, piacevole e armonico al palato.
  • Vino delle Colline Lucchesi Sauvignon DOC: prodotto con almeno l’85% di uve Sauvignon, è un vino delicato, dal gusto morbido.
  • Vino delle Colline Lucchesi Vermentino DOC: prodotto con almeno l’85% di uve Vermentino, è una bevanda dal colore dorato più o meno intenso, dal gusto pastoso, secco e aromatico.

Vino di Montecarlo DOC

Poco dopo il riconoscimento dei vini delle Colline Lucchesi, esattamente nel 1969, un altro particolare tipo di vino della zona conquistò il marchio DOC. Si tratta del vino di Montecarlo, comune famoso per la bellezza delle colline su cui si trova adagiato. Dai suoi fertili terreni nascono ottimi vini, dal sapore tipico inconfondibile. I produttori del vino di Montecarlo DOC devono seguire un rigoroso disciplinare. Il loro impegno viene però ripagato e il loro vino sta riscuotendo sempre più successo fra gli estimatori.

Dalle cantine di Montecarlo è possibile gustare:

  • Montecarlo DOC Rosso;
  • Montecarlo DOC Cabernet Sauvignon;
  • Montecarlo DOC Merlot;
  • Montecarlo DOC Rosso Riserva;
  • Montecarlo DOC Syrah;
  • Montecarlo DOC Bianco;
  • Montecarlo DOC Sauvignon;
  • Montecarlo DOC Vermentino.

Vin Santo lucchese DOC

Fin qui probabilmente non vi ho detto niente di sorprendente, ma il bello deve ancora venire. A questo punto siamo arrivati verso la fine della cena e si avvicina il momento del dolce. Perché non provare il Vin Santo Lucchese DOC?

Lucca vanta una lunga storia riguardo alla produzione di Vin Santo. Le produzioni principali sono 4:

  • Colline Lucchesi Vin Santo DOC;
  • Colline Lucchesi Vin Santo DOC Occhio di Pernice;
  • Montecarlo Vin Santo Doc;
  • Montecarlo Vin Santo DOC Occhio di Pernice.

Il disciplinare di produzione è molto rigido. L’appassimento delle uve deve essere naturale e deve protrarsi fino al raggiungimento di un grado zuccherino di almeno il 27%. L’affinamento dura almeno 36 mesi: il prodotto non può essere consumato prima del 1° Novembre del terzo anno successivo a quello della vendemmia. Si ottiene così un Vin Santo dal sapore gradevole, armonico al palato. Consigliatissimo per chiunque sia amante dei vini liquorosi.

Vino della Garfagnana

Facciamo un salto più a nord nella provincia e raggiungiamo la Garfagnana. Qui la tradizione vinicola non è estesa come quella delle colline che circondano Lucca, ma non può essere trascurata. I vini della Garfagnana, infatti, stanno conquistando sempre più estimatori, e la produzione ha visto un discreto aumento negli ultimi anni.

Quello che fa ben sperare è che sono sempre di più i ragazzi giovani che decidono di dedicarsi a questa attività, partendo spesso da aziende familiari. Spirito imprenditoriale e prodotti di qualità completano il quadro del loro successo. I vini della Garfagnana non sono solo isolati in piccole realtà locali, ma sponsorizzati e promossi anche attraverso il web, con e-commerce e marketing ben studiato.

Anche se non esiste un vero e proprio disciplinare di produzione, chi volesse passare una giornata in questa bellissima parte della provincia di Lucca, potrà chiedere e assaporare un calice di vino della Garfagnana, dal bel colore rosso rubino e dal sapore corposo che racchiude in sé tutta la genuinità di questo territorio.

Liquori lucchesi: antiche ricette che tornano alla ribalta

È proprio il caso di dirlo: Lucca è unica! Perché non contenta di averci ammaliato con le sue bellezze, accolto con la sua ospitalità e coccolato con piatti tipici e bevande DOC, ci accompagna fino al termine del pasto con i suoi liquori. Anche in questo caso la produzione degli amari tipici di Lucca si lega profondamente alla storia della città, di cui hanno accompagnato lo sviluppo nel corso dei secoli.

La biadina: l’amaro tipico di Lucca

La Biadina nacque negli ultimi anni dell’800, all’ombra della Chiesa di San Michele. Nella grande piazza antistante si teneva allora il mercato del bestiame, occasione non solo di importanti scambi commerciali, ma anche di ritrovo e convivialità. I frequentatori del mercato usavano fermarsi a bere un bicchierino di liquore seduti su una panca fuori dalla drogheria “Tista” ed è proprio qui che nacque la Biadina. La ricetta fu sempre più perfezionata e custodita gelosamente. Si tratta di un liquore alle erbe a macerazione lenta, caratteristico per il suo gusto molto aromatico e amarognolo.

Dopo una fase di decadenza, quando ormai il mercato del bestiame era solo un ricordo, la Biadina è tornata in produzione grazie alla passione di un pronipote del suo originario inventore. È così di nuovo possibile gustarla nel modo più caratteristico, accompagnata da una manciata di pinoli nel bicchiere, che smorzano il suo gusto amaro.

China Massagli: da bevanda medicinale a digestivo

La farmacia Massagli è ancora lì, in centro città, tutt’ora aperta e operante. Anche questa è una delle tante magie di Lucca: passeggiare nelle sue strade e ritrovarsi in un intreccio armonico di passato e presente, dove davvero il tempo non sembra più così importante. Comunque, fu proprio nella sua farmacia che, nel 1885, il dottor Pasquale Massagli formulò la ricetta di una bevanda medicinale capace di apportare grandi benefici all’apparato digerente. Lo chiamò Elisir di China Massagli, conosciuto più comunemente come China.

Questo amaro alle erbe fu apprezzato da subito anche come aperitivo e come digestivo. La sua produzione non si è mai fermata. Ad oggi sono circa 50.000 i litri prodotti ogni anno, di cui buona parte esportati in tutta Italia e non solo.

Concedetemi di sconfinare: la China Clementi, l’amaro della Lunigiana

Apro una piccola parentesi, rimanendo in tema di amari di Lucca. Visitando la provincia, potrebbe capitare di trovarsi di fronte ad altri tipi di China. Nella piccola cittadina di Pieve Fosciana, ad esempio, viene prodotta (in quantità molto limitate) l’Elisir di China di Pieve Fosciana che, nel periodo fra le due guerre, vinse a Milano la medaglia d’oro per le sue qualità benefiche. Era addirittura considerato un potente farmaco antimalarico, dalle doti quasi portentose.

In tutta la Garfagnana, invece, è facile imbattersi nella China Clementi. La sua origine sconfina dalla provincia di Lucca. Il suo ideatore, il farmacista Giuseppe Clementi studiò la ricetta nel suo laboratorio a Fivizzano, in Lunigiana. Era il 1884: si tratta quindi di uno degli amari più antichi della zona. I confini fra Lunigiana e Garfagnana non sono però così netti e il consumo di questa bevanda si diffuse rapidamente. Che il dott. Clementi fosse un esperto erborista lo si capisce dalla ricetta unica di questo amaro alle erbe. Viene prodotto a partire da due pregiate varietà di china: la Cinchona Calisaya e la Cinchona Succirubra, miscelate a erbe officinali e aromatizzate con arance del Mediterraneo. La macerazione è, addirittura, di due anni. Si ottiene così un liquore dal gusto armonico, intenso e persistente al palato.

China Clementi

Bevande e liquori ricavate dai prodotti tipici: castagne e farro

Ci tengo, infine, a dedicare uno spazio ad alcune bevande che, pur non avendo visto la luce nella provincia di Lucca, sono divenute parte della sua tradizione. La base di partenza si ritrova in due fra i prodotti più tipici del territorio a nord della provincia: il farro e le castagne.

Il farro IGP della Garfagnana e la birra di farro

Il farro è una coltivazione storica della Garfagnana, tanto da essersi meritato la denominazione IGP. La resistenza e la frugalità di questa pianta hanno favorito il suo perfetto ambientamento al territorio. Il farro ha garantito la sopravvivenza della popolazione anche negli anni più duri durante le guerre, fornendo la base per zuppe, minestre e preparazioni a base di farina. Era inevitabile che venisse utilizzato anche per la birra.

La ricetta della birra di farro prevede una grande libertà di fantasia e sperimentazione. Ogni produttore dosa gli ingredienti secondo la sua formulazione ideale, creando tipologie diverse tutte da assaporare. In generale, il contenuto della birra di farro varia da un minimo del 30% a un 100% di malto di farro.

L’elevato apporto proteico del farro regala alla birra un gusto intenso, con un colore opaco e una schiuma che persiste a lungo nel bicchiere. Si abbina benissimo ai piatti tipici. La zuppa di farro, ad esempio, è ancora più buona preparata facendo sfumare al suo interno un bicchiere di birra di farro durante la cottura.

La castagna: non solo farina, ma anche ingrediente di birre e liquori

Non potevo non scrivere qualche riga sulla castagna. Definita il “pane dei poveri” è stata protagonista indiscussa dell’alimentazione di tutti i popoli che abitavano le zone della lucchesia più impervie e difficili da coltivare. La castagna era qualcosa di prezioso, la sua raccolta garantiva agli abitanti cibo per tutto l’anno e merce di scambio per i prodotti da acquistare in città.

È normale, in questo contesto, il suo utilizzo come ingrediente per bevande più o meno alcoliche. Molto particolare è la birra di castagne. Benché le sue origini sembrino essere francesi, in Italia la birra alle castagne ha da subito avuto un grande successo. I maestri birrai hanno ideato diverse ricette e utilizzato la castagna in modi sempre nuovi. Si possono aggiungere alla birra castagne affumicate, arrostite o essiccate, oppure utilizzare il miele di castagne o una combinazione di questi ingredienti. Visto il diffondersi delle birre artigianali, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

L’altro prodotto a base di castagne è il liquore di castagne definito anche “castagnino“. La sua ricetta è molto semplice: acqua, alcool, castagne e zucchero. Nonostante ciò, il sapore dolce e delicato rappresenta un momento di piacere perfetto in qualsiasi occasione.

Spero con questa carrellata di vini e liquori tipici della lucchesia di avervi almeno incuriosito su quelle che sono le tradizioni più vive di Lucca. Non resta che dedicare un brindisi alla nostra bellissima città, per poi ripartire nell’esplorazione dei suoi tesori.

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